L’ESPERIMENTO PISAPIA E’ FALLITO

DI LUCIO GIORDANO

Lasciamo stare l’abbraccio di qualche giorno fa  tra Giuliano Pisapia e Maria Elena Boschi. Un abbraccio, in fondo,  non si nega a nessuno, anche se si tratta di lady Etruria. Non c’è niente di scandaloso in tutto questo. Il problema vero dell’ex sindaco di Milano è, semmai,  che non riesce a prendere una posizione decisa sul partito di Renzi. Come si pone, insomma, Campo Progressista rispetto ad un soggetto politico che,  da quando è diventato segretario l’ex sindaco di Firenze, ha spostato il proprio baricentro fortemente a destra ? Ecco, uno che dovrebbe diventare il leader di un movimento non ancora nato, non può tergiversare su un argomento cosi’ importante. E’ come se invece Pisapia, quasi appositamente,  tergiversasse, prendesse tempo, facesse melina, soddisfatto di uno zero a zero in casa propria. Però, tanto per usare un paragone calcistico, nel ritorno di Champions, il rischio di una sconfitta in trasferta sarebbe molto, molto  probabile.

Non partecipare  un mese fa all’assemblea organizzata da Montanari e dalla Falcone , rinunciare all’incontro di ieri con Articolo uno- Mdp, per ricucire uno strappo che si allarga ogni giorno di più, dichiarare di non volersi candidare a leader di niente, sono tutti segnali che portano in quella direzione: Sì, Pisapia sta facendo una strana  melina. E intanto il tempo scorre, le elezioni si avvicinano, il centro sinistra deve ancora trovare la quadra. Un consiglio, allora: l’ex sindaco di Milano faccia un gesto nobile,  si ritiri in buon ordine, dia il ‘liberi tutti’ all’intero gruppo di Campo Progressista e la chiuda lì. L’esperimento del suo movimento, infatti,  è palesemente fallito. Bersani e i suoi guardino a questo punto alla sinistra di Si, di Possibile, di Montanari e Falcone, magari di Rifondazione. C’è più sintonia, è evidente, con loro che con Campo progressista.

Quanto alle alleanze, se ne riparlerà a tempo debito. L’importante è riunire tutti quegli elettori delusi, praterie di elettori delusi,  che da quattro anni a questa parte  hanno rinunciato a votare Pd.  Tanto non è che ci sia cosi tanta scelta. L’intero arco parlamentare è schiarito a destra con preoccupanti venti di fascismo: da Berlusconi a  Salvini, dal Pd a Fratelli D’Italia. Lo stesso Movimento 5 stelle pende pericolosamente da quella parte. A questo punto, destra per destra, è quasi meglio allearsi con  Grillo che con Renzi. Quindi l’incertezza di Pisapia, giusto ribadirlo,  non ha più senso. L ‘ex sindaco di Milano, dia retta:  dica ‘ Abbiamo scherzato’, saluti tutti con abbracci sinceri e ritorni a fare l’avvocato.  Il centro sinistra, dal canto suo,  cambi immediatamente strada, finchè è in tempo. Perché per l’Italia di sinistra, progressista e illuminata non c’è  davvero più un secondo  da perdere .

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