GUARDIA SANFRAMONDI: OTTOCENTO A BATTERSI LA SCHIENA. MA LA FEDE È UN’ALTRA COSA

DI LUCA SOLDI

 

Quasi centomila persone hanno seguito a Guardia Sanframondi, provincia di Benevento, la processione finale dei Riti Settennali.
Circa ottocento i “battenti a sangue”, i penitenti che si percuotono il petto nudo con un tappo di sughero chiodato, la maggior parte delle quali donne.
Altre 3mila persone hanno fatto da figuranti mettendo in scena i Misteri, le rappresentazioni sacre tratte dalla Bibbia, la vita dei Santi.
Nella grande processione della domenica mattina sono via via confluite le diverse processioni che nel corso della settimana hanno percorso i vicoli del paese.
Cappucci bianchi e petti insanguinati al grido di “Fratelli, forza e coraggio. In nome di Maria, battetevi!” provenienti dal Santuario della Madonna dell’Assunta i penitenti, con i sai bianchi, hanno iniziato così a percuotersi il petto con un sughero chiodato.

Al fianco degli incappucciati anche decine di ‘disciplinanti’, incaricati di far rispettare il regolare svolgimento della processione, muniti di bottiglie di vino bianco che serve a bagnare le spugne irte di spilli per non far coagulare il sangue.
Completamente disattesa l’ordinanza del sindaco emessa all’inizio dei festeggiamenti che vietava l’utilizzo dei telefonini per fare riprese e foto “allo scopo di agevolare la partecipazione ai riti settennali di penitenza in onore dell’Assunta e consentire il dovuto raccoglimento e la preghiera personale e collettiva”.
Il caldo ha giocato la sua parte e ben 120
sono state soccorse causa di lievi malori
Nel corso della sua omelia, il vescovo di Cerreto Sannita ha riportato alla realtà della vita quotidiana quanti erano presenti. Ricordando che la vita che la fede sono una cosa diversa.
Ha toccato i temi della disoccupazione e delle malattie di tumore causate a migliaia di persone e bambini nella Terra dei fuochi, di un egoismo che annebbia il cuore degli uomini. Colpe ben più gravi dal poter essere perdonate da qualche ago conficcato nel petto.