ONU E NORDCOREA: CONDANNA UNANIME. MA PER RUSSIA E CINA SERVE DIALOGO

DI ALBERTO TAROZZI

Stanotte il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha preso una non decisione sulla questione nord-coreana.

I ripetuti lanci missilistici della Corea del Nord, l’ultimo dei quali ha visto missili di Pyongyang attraversare i cieli giapponesi, richiedono, secondo gli Usa una risposta che non escluda nessuno scenario.
Si oppongono Russia e Cina, che vedono in un dialogo la sola risposta possibile, con una censura delle azioni della Corea del Nord speculare a quella relativa alle manovre militari di Usa, Giappone e Corea del Sud nelle aree circostanti.
La Russia vede di malocchio la crescente presenza militare americana a pochi km dai propri confini estremo orientali; la Cina vede nelle intemperanze di Pyongyang l’aprirsi della possibilità di esercitare un ruolo importante di mediazione politica che metta sul piatto delle proprie relazioni con gli Stati Uniti, anche diverse altre questioni di ordine economico.

Al momento è condanna unanime, che accomuna posizioni diverse.

Impossibile prevedere il futuro: gioco delle parti con finte e controfinte o avvicinarsi dello scontro finale? Più semplice ricordare un passato che molti hanno dimenticato.

Il mondo di coloro che non hanno memoria ricorda un’altra decisione delle Nazioni Unite, nel 1950, che diede vita a una guerra di tre anni, al termine della quale le parti in conflitto, Onu da una parte e Nord Corea dall’altro, si ritrovarono a fronteggiarsi lungo il 38esimo parallelo, là dove le ostilità erano iniziate.
Certo nel frattempo era successo qualcosa. Erano morte quasi 3 milioni di persone, la metà erano civili.

Alcuni dati, per non dimenticare l’allora pensando a un oggi con una bomba atomica in più.

A volte anche Wikipedia può servire, a rinfrescare la memoria.

“Nella guerra di Corea prestarono servizio 1.319.000 statunitensi, e 54.246 di essi non fecero ritorno…..
L’esercito sudcoreano patì 415.000 morti e 429.000 feriti, la gran parte di essi partigiani o irregolari.
Il Commonwealth (Regno Unito, Canada, Sudafrica, Australia e Nuova Zelanda) ebbe 2.372 morti e 4.916 feriti.
Belgio, Colombia, Etiopia, Filippine, Francia, Grecia, Paesi Bassi, Thailandia e Turchia ebbero complessivamente 1.800 morti e 7.000 feriti, e metà di questi furono turchi.
Le perdite cinesi….. furono di almeno 250.000 irregolari e i partigiani uccisi.
I morti militari nordcoreani furono probabilmente tra i 200.000 e i 400.000.

Morirono 1.500.000 civili, di cui 1 milione nordcoreani e 500.000 sudcoreani”.

Non venne usata, allora, la bomba atomica.