PERCHE’ MACRON E’ IN CADUTA LIBERA

DI ENNIO REMONDINO

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Tre mesi di presidenza e consensi a precipizio. Ieri: «Voglio che si possa fare al livello europeo ciò che facciamo al livello francese, che si possa rifiutare che aziende europee passino sotto controllo straniero». Col caso Fincantieri-STX aperto e in rottura con l’Italia, clamorosa improntitudine.

Osservatore attento di mestiere, Juan Danton, parigino, ragiona con noi sui tre mesi di presidenza Macron e sul sorprendente crollo dei consensi attorno al giovane presidente. Analisi e dettagli sugli errori più clamorosi e su quelli meno noti. Quasi un atto d’accusa, se il nostro narratore esercitasse il mestiere di inquirente. Chiamiamoli ‘elementi indiziari’ di un insuccesso a sorpresa. In attesa di verifiche autunnali che si preannunciano severe e difficili.

Il minimo storico per un presidente neo eletto. Così dicono tutti i sondaggi sulla popolarità del Presidente francese, quello che a primavera sembrava il fenomeno, il vento nuovo in Francia e in Europa, la speranza di una politica giovane e dinamica. Oggi, secondo un sondaggio ripreso anche dalla BBC, la percentuale degli elettori soddisfatti del neo presidente è del 40.%: un po’ pochini ad appena tre mesi dalle elezioni.

Cosa è successo ?
Alcuni errori erano evitabili e sono stati davvero imperdonabili.
I propositi di un taglio al bilancio della difesa, comunicati alla stampa prima di essere discussi col Capo di Stato maggiore, hanno provocato le dimissioni di quest’ultimo, un fatto inaudito dai tempi – addirittura – della guerra di Algeria.
Gli annunci di riforme in campo economico e finanziario che tali sono per lo più rimasti, col risultato che hanno fatto infuriare l’opposizione sociale senza aver conseguito, ad oggi, alcun visibile risultato nella riduzione della spesa pubblica.

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