IL SORRISO DOLCE E TRISTE DI UNA NONNA NOVANTENNE

DI SABRINA PARAVICINI

Sono fortunata. Perché ho 47 anni e una nonna di 90 anni. Perché Nino ha una bisnonna che ancora gli sorride o lo manda a mettersi un paio di pantaloni se sta in mutande.
Abbiamo passato diverse settimane insieme. Colazione pranzo cena. Mi ha pure ripresa in dialetto mentre argomentavo la mia dieta e Nino mi ha chiesto “cosa dice la nonna in latino?”
Abbiamo riso io e mia mamma, quattro generazioni che non potrebbero essere più diverse.
Ho chiesto a mia nonna se si ricordava di mio nonno, mi ha risposto “tutto, non ho dimenticato nulla, quando ci siamo conosciuti mi ha salutato dicendo: ciao ciao bella, ritornerò”
Prima di partire mi ha detto di stare attenta a guidare fino a Roma e di andare piano. La sera prima l’ho aiutata ad andare a letto, sembrava una bambina, una bambina goffa dai capelli bianchi. Le ho sistemato il lenzuolo e le ho dato un bacio, come faceva lei con noi quando eravamo piccoli. Mi ricordo che tutto il morbillo l’ho fatto a casa sua.
Sono fortunata perché mia nonna me la bacio ancora, le accarezzo le guance ruvide. Le porto un biscotto di più perché è golosa.
Sono fortunata a 47 anni a sapere ancora tutte queste cose di mia nonna.
Ora non so per quanto tempo non la vedrò. Le ho detto: nonna tu arrivi a 100″ si arrabbiata e mi ha risposto in dialetto “eh si 200!”
Io il dialetto non l’ho mai parlato ma l’ho sempre ascoltato, Nino pensa sia latino e io sorrido.
Cugini miei che avete la fortuna di abitarle vicino, quando andate a trovarla fatele una carezza anche per me.
Sulla guancia destra, partendo dall’angolo dell’occhio fino giù al mento e poi ditele: “questa te la manda la Sabrina”. Lei vi farà un sorriso, quel sorriso triste e dolce allo stesso tempo.

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