TERRORISMO IN CANADA. PER LE TV, MORTI DI SERIE B

DI LUCIO GIORDANO

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Vi ricordate le maratone tv su Charlie Hebdo, sul Bataclan, su Nizza? Le lunghe e lunghe ore di diretta passate a vivisezionare anche i peli di dove non batte il sole delle vittime e degli assassini, ad analizzare con eminenti esperti del menga tutte le variabili impazzite del terrorismo? Bene, a Quebec city, dove sono state uccise sei persone in una moschea, strage per la quale è stato incriminato ed arrestato  un franco-canadese filo- nazista, non solo non c’è stata nessuna maratona tv. Ma la notizia, dopo i primi istanti, è scesa al terzo, al quarto posto. Poi è sparita dai radar. Stamattina, al risveglio ero convinto che le dirette sarebbero iniziate incessanti. Gli analisti, pimpanti, avrebbero sciorinato cifre e pareri. Niente. Zero carbonella.

Adesso qualcuno dirà: eh, il Canada è lontano, una diretta da lì costa. Va bene, allora i corrispondenti americani cosa ci stanno a  fare? Piuttosto, fatevelo dire : e’ stata semplicemente una discutibile scelta editoriale. I morti islamici sono di serie B, poche storie. Nel loro caso non c’era da alimentare una presunta guerra di religione, alla quale ormai non credono piu’ neppure i bambini delle elementari. Silenzio o quasi. Per dei fratelli uccisi dall’odio. Si badi bene, il mondo islamico non è nelle mie principali simpatie. E se è per questo non amo nemmeno il mondo anglosassone. Ma rispetto  tutti, nella morte. E considero tutte le vittime degli attentati terroristici uguali tra loro.

Per il mondo delle tv, dei giornali, ma anche dei social network, è invece evidente che non sia cosi. Niente je suis Quebec city, nessuna indignazione. Come se  quelle morti, anzi,  avessero quasi fatto godere la maggior parte delle persone. Vendetta è compiuta, avrà pensato qualcuno. Ma vendetta di cosa? Siete diventati forse dei filo-nazisti con l’istinto da razza ariana nella pelle? Vergognatevi. Vergognatevi tutti. E iniziate a preoccuparvi.Di questo passo la catastrofe è assicurata. Ero Charlie Hebdo. Sono Je suis Quebec city. Spero solo di non essere rimasto l’ultimo dei mohicani su questa terra.