FAIR PLAY FINANZIARIO : IL PSG NEL MIRINO DELL’ UEFA

DI VANNI PUZZOLO

La conformità del pareggio di bilancio del club dopo gli ultimi acquisti, lo strano prestito di Mbappe’.

 

Credo sia necessario, prima di inoltrarci nella diatriba fra UEFA e P.S.G spiegare ai nostri lettori che cosa sia questo benedetto f.p.f., come funziona, a cosa serve e come si applica.
Una cosa deve essere chiara però: il f.p.f. e’ uno strumento di controllo a posteriori, quindi a nessun club potrà mai essere impedito di comprare un calciatore, se fornisce le necessarie garanzie economiche- finanziarie, solo in un secondo tempo potrà venire sanzionato.

l’Uefa ha definito ” strano” il prestito con riscatto per l’acquisizione del giovane talento della nazionale francese Mbappe’ dal Monaco.

Trattasi però di una prassi consolidata a tutti i livelli. Ora tutte le operazioni vengono fatte con la formula prestito con obbligo di acquisto: questo di fatto e ‘ un acquisto postergato, si paga un piccolo prestito per la stagione in corso( 2017/2018) e ci si obbliga a riscattare completamente il giocatore nella stagione successiva, così da far incidere il costo nel bilancio successivo, piccolo escamotage finanziario, ma nessuna irregolarità.

Domande e rispost sul Fair play finanziario:

1) Come spieghi il fair play finanziario in poche parole?

Il fair play finanziario si propone di migliorare le condizioni finanziarie generali del calcio europeo, per ridurre l’idebitamento dei club s e non per impedire di comprare qualcuno.

2) Quando inizia il fair play finanziario?

Il fair play finanziario è stato approvato nel 2010 ed è già iniziato nel 2011, fortemente voluto dall’ ex presidente Platini.
Da allora, le squadre che si qualificano per le competizioni UEFA, devono dimostrare di non avere debiti insoluti verso altri club, giocatori e autorità sociali/fiscali per tutta la stagione.
In altre parole, devono dimostrare di aver pagato i conti.

Dal 2013, i club devono rispettare requisiti di break-even, che richiedono ai club di bilanciare le spese con i ricavi e ridurre i debiti. ( Rapporto ricavi/indebitamenti)
Con questo, l’Organo di Controllo Finanziario del Club indipendente (CFCB) analizza ogni anno tre bilanci annuali, per tutti i club nelle competizioni UEFA.
Le prime sanzioni e le prime condizioni per i club non in regola con i requisiti di break-even sono arrivate dopo il primo controllo nel maggio 2014.
Le condizioni sono diventate effettive dalla stagione 2014/15.

Dal giugno 2015, la UEFA ha aggiornato i suoi regolamenti (come succede con tutti gli altri) per rivolgersi a circostanze specifiche che includono l’incoraggiamento a investimenti più sostenibili mentre si mantiene il controllo delle troppe spese.

3) Ai club non è più permesso avere perdite?

Per la precisione, i club possono spendere fino a 5 milioni di euro in più di quanto guadagnano in ciascun periodo di valutazione (tre anni).
Tuttavia, possono superare questa soglia entro un certo limite, se il debito viene coperto totalmente da un contributo/pagamento diretto da parte del proprietario(i) del club o di una parte correlata.
Questo impedisce la formazione di un debito non sostenibile.

I limiti sono:
• 45 milioni di euro per il biennio 2013/14 e 2014/15
• 30 milioni di euro per il triennio 2015/16, 2016/17 e 2017/18

Per promuovere gli investimenti negli stadi, nelle infrastrutture per gli allenamenti e nel settore giovanile e femminile (dal 2015), tutti questi costi sono esclusi dal calcolo dei bilanci.

4) I club verranno automaticamente esclusi se non rispettano il fair play finanziario?

Se un club non rispetta le regole, sarà l’Organo di Controllo Finanziario dei Club a decidere le misure e le sanzioni da applicare.

Una violazione delle regole non significa l’esclusione automatica di un club, ma non sussisteranno eccezioni.
A seconda di vari fattori (es. il trend del bilancio in pareggio), un club incorre in diversi provvedimenti. Tra questi:
a) avvertimento
b) richiamo
c) multa
d) decurtazione di punti
e) trattenuta degli introiti ricavati da una competizione UEFA
f) divieto di iscrizione di nuovi giocatori alle competizioni UEFA
g) limitazione del numero di giocatori che un club può iscrivere alle competizioni UEFA, compreso un limite finanziario al costo totale aggregato dei benefit per i giocatori registrati nella lista A delle competizioni UEFA per club
h) squalifica dalle competizioni in corso e/o esclusione da future competizioni
i) revoca di un titolo o di un premio

Inoltre la CFCB ha deciso in molti casi che gli obiettivi del FPF possono essere raggiunti meglio con un approccio riabilitativo piuttosto che punitivo.
Questo ha portato alla conclusione di accordi tra i club e la CFCB, che combinano contributi finanziari a numerose condizioni restrittive, che forniscono ai club la strada per raggiungere il break-even nel breve termine .

5) Possono i proprietari dei club iniettare liquidità nelle casse dei club a piacimento o attraverso sponsorizzazioni?

Se il proprietario di un club inietta liquidità nelle casse del club scegliendo come sponsor un’azienda a cui è collegato, gli organi competenti UEFA indagheranno e, se necessario, adegueranno i risultati della valutazione di bilancio in base alle entrate per sponsorizzazioni, scegliendo un livello appropriato (‘valore equo’) a seconda dei prezzi di mercato.

Sotto i regolamenti aggiornati, qualsiasi entità che, da sola o con altre che sono legate allo stesso proprietario o governo, rappresenti oltre il 30% dei ricavi totali del club è automaticamente considerato un partner.

6) Chi concede le licenze ai club per partecipare alle competizioni UEFA?

Ogni club che si qualifica per la UEFA Champions League o la UEFA Europa League necessita di una licenza, che viene concessa dalle rispettive federazioni (o in alcuni casi delle leghe calcio).
Ciò è stabilito dalle regole sulle licenze dei club e sul fair play finanziario.
Poi la UEFA verifica i documenti e le cifre di tutti i club che si sono iscritti a una delle competizioni UEFA.

7) Alcuni club hanno debiti enormi o non li pagano. Possono ancora rispettare il fair play finanziario?

Un certo livello di debiti fa parte del normale approccio finanziario per qualsiasi impresa.
In ogni caso la formazione del debito viene ristretta ai requisiti di break-even, che richiedono che il proprietario o gli investitori ricapitalizzino e coprano qualsiasi perdita.
Inoltre, nel futuro qualsiasi investitore che vorrà concludere un accordo volontario con la CFCB dovrà impegnare capitali in anticipo, prima e non dopo.
Finalmente debiti di particolare importanza, come quelli con giocatori o staff, autorità sociali/tasse e altri club vengono monitorati regolarmente dalla CFCB.
È già successo che a un club sia stato negato l’accesso alle competizioni UEFA a causa del fair play finanziario.

Il sistema di licenze per club della UEFA è stato introdotto nella stagione 2003/04.

Da allora, 53 club in 57 diverse occasioni che si sono qualificati per meriti sportivi alla UEFA Champions League o alla UEFA Europa League non sono stati ammessi perché non hanno rispettato i criteri di assegnazione delle licenze o del fair play finanziario. Il fair play finanziario è stato introdotto e aggiunto ai criteri di licenza nel 2011.
Da allora, sei diversi club non sono stati ammessi alle competizioni UEFA perché non hanno pagato gli stipendi dei giocatori o per i debiti verso altri club per i trasferimenti, e un club è stato escluso dalle competizioni UEFA per non aver rispettato i requisiti di break-even.

8) Il fair play finanziario impedirà ai club più piccoli di superare quelli più grandi in termini finanziari?

No. Tra la ricchezza dei diversi club e paesi esistono differenze storiche e che prescindono dal fair play finanziario. L’obiettivo del fair play finanziario non è quello di eguagliare tutti i club per dimensioni e ricchezza, ma incoraggiare i club a costruire il proprio successo, piuttosto che continuare a cercare ‘soluzioni rapide’.
Le società calcistche necessitano di un ambiente migliore, dove gli investimenti sul futuro sono premiati meglio e vi sia una maggiore credibilità nel lungo periodo.

9)  Se i club non hanno rispettato il fair play finanziario, come vengono incentivati a rimediare?

Le conciliazioni prevedono che un club diventi conforme al fair play finanziario entro un breve periodo di tempo.

Se i termini della conciliazione non vengono rispettati, il club viene automaticamente segnalato all’Unità di aggiudicazione.

Viceversa, se un club soddisfa ogni singolo requisito previsto dalla conciliazione, la limitazione sul numero di giocatori che possono essere iscritti alle competizioni UEFA per la stagione successiva decade.
Se un club rispetta la regola del pareggio di bilancio durante il periodo di conciliazione, tutte le sanzioni non vengono più applicate nella stagione successiva, con l’eccezione della sanzione finanziaria incondizionata.

Il mercato spaziale del Paris Saint Germain è finito formalmente nel mirino della Uefa.
La Camera Investigativa dell’Organo di Controllo Finanziario per Club ha aperto un’inchiesta nell’ambito del monitoraggio dei club disciplinati dal Fair Play Finanziario (FPF), come il Psg.
L’inchiesta dovrà stabilire la conformità del pareggio di bilancio del club dopo gli ultimi trasferimenti faraonici, come Neymar e Mbappé.
I controlli dureranno mesi.

Nei prossimi mesi la Camera Investigativa dell’Organo di Controllo Finanziario per Club della UEFA si incontrerà regolarmente per valutare attentamente tutta la documentazione relativa a questo caso.
La UEFA ritiene il Fair Play Finanziario sia un sistema fondamentale per assicurare la sostenibilità finanziaria del calcio europeo.
La UEFA non rilascerà ulteriori commenti su questa vicenda mentre sarà in corso l’inchiesta.

LA REPLICA DEL PSG: “REGOLE RISPETTATE”
Il Psg si dichiara “sorpreso”, in quanto “ha mantenuto costantemente informata” la Uefa “sull’impatto di tutte le operazioni svolte quest’estate”, anche se “non era obbligato a farlo”.
E’ la replica del club francese all’annuncio, da parte della Uefa, dell’apertura di un’inchiesta sulle recenti attività di mercato dei parigini.
Il Psg confida “nella sua capacità di dimostrare di rispettare pienamente le regole finanziarie del Fair Play per l’esercizio 2017/2018” e “ricorda di aver sempre operato in totale trasparenza con gli organi calcistici europei, con i quali ha sviluppato rapporti di fiducia negli ultimi sei anni e dimostrando il massimo rispetto per le istituzioni”.

Il Psg fa inoltre notare che le operazioni di mercato di quest’estate “che permettono di migliorare il proprio risultato di oltre 104 milioni di euro nel bilancio 2017/2018”. “Nell’interesse del dialogo e della trasparenza – conclude la nota – il club continuerà il dialogo con la Uefa nei prossimi giorni e rispondera’, come sempre, a ciascuna delle questioni sollevate dall’organismo europeo”.