VENEZIA 74. COMMUOVE FINO ALLE LACRIME IL NUOVO FILM DI VIRZÌ

DI GIOVANNI BOGANI

Il film di Paolo Virzì, “The Leisure Seeker”. Avere il coraggio di raccontare l’amore, il dolore, le puzze, la morte, avere il coraggio di raccontare la paura. La paura dell’ignoto, e lo scolorire della vita. La voglia di ribellarsi, ancora, anche a ottant’anni, e di fare l’amore.

Questi due vecchi meravigliosi, Donald Sutherland e Helen Mirren, sono tanto più vivi, più amorosi, più fragili, più vividi, più palpitanti dei due vecchi bellissimi Jane Fonda e Robert Redford nel loro film, “Le nostre anime di notte”.

Questi due si amano da una vita, e da una vita si proteggono, e sono ancora ragazzini, e lei è malata come in un’opera lirica, o come la Stefania Sandrelli de “La prima cosa bella”.

Partono su un camper, si inventano un road movie, un cammino nel retrobottega dell’America, fra aree di parcheggio per il camping e gente qualunque, diners con le cameriere a cui lui, vecchio professore svanito, fa lezioni di prosa e di poesia, e le ragazze lo stanno a guardare, perché quando parla di poesia è bellissimo, e poi diventa solo un vecchio scemo, come diventeremo noi.

Insomma, non so se sono riuscito a dirlo, ma ci sono degli sprazzi di bellezza così forte, in questo film, che io come spesso mi accade con i film di Paolo mi sono commosso.