ECCO A VOI IL SIGNOR VENTURA, DON CHISCIOTTE AL BERNABEU

DI ITALO CUCCI

https://www.alganews.it

Mentre attendevo il fischio d’inizio di Spagna-Italia mi è arrivato un messaggio da Londra: “I tifosi del Chelsea si chiedono, amareggiati: chi è Zappacosta?” (foto). Pochi minuti dopo un “Fratelli d’Italia” sparato dai nostri a squarciagola e una “Marcia Reale” a bocca chiusa (gli spagnoli praticoni hanno un inno senza parole) ecco le formazioni e subito un interrogativo che immagino condiviso da otto milioni di telespettatori: “Chi è Spinazzola?”. Semplicemente l’oggetto di una disputa di calciomercato: desiderato dalla Juve, bloccato dall’Atalanta, scontro fra Marotta e il Papu chissà come finirà, con chi giocherà. Fra i due litiganti Ventura vuol godere e lo mette in campo contro la Spagna. È cominciata così la grande beffa azzurra e in pochi minuti si sono rivelati tutti gli equivoci che hanno partorito una sconfitta umiliante e pericolosa. Il modesto Ventura, interpretando alla lettera le atmosfere del Tempio di Don Santiago Bernabeu, s’è trasformato in un velleitario Don Chisciotte e ha lanciato contro le Furie Rosse una squadra scombiccherata dove nessuno alla fine ha fatto quel che doveva. E poteva. Perché l’imbattuta compagine azzurra non era un’accolita di pellegrini come nei minuti s’è rivelata a causa di un disegno tattico suicida. Ventura poteva far riferimento al “suo” prezioso pareggio dello scorso ottobre a Torino (magari augurandosi un Buffon più sicuro che lì toppò malamente, come purtroppo l’altra sera); oppure poteva ispirarsi al successo della Nazionale di Conte sulla Spagna all’ultimo Europeo; e invece ha preferito imitare Prandelli che nella finale di Kiev, nel 2012, volle spagnoleggiare e beccò quattro gol. Da antico predicatore del calcio “all’italiana” non avrei certo preteso, dal Ventura che fa esperimenti e parla di audaci progetti, una squadra con una difesa muraglia (che non ha più, viste le defezioni forzate di Chiellini e domani di Bonucci), ma un centrocampo protettivo che consentisse a Immobile e Insigne di scatenarsi in contropiede e al potente Belotti di trarne suggerimenti efficaci era il minimo che ci si poteva attendere in una partita tanto importante se non decisiva. Alla fine, dopo aver consentito alla Spagna di fare un figurone contro uno sparring partner obnubilato ( che festa per Isco, già diventato leggenda) non un azzurro ha salvato la faccia nel giudizio della critica. Ingiustamente. Per fortuna è poi nata una storica unanimità nel giudicare Ventura, clamorosamente bocciato da tutti. Come ai tempi del mio amico Bearzot che seppe rispondere a tono vincendo un Mondiale leggendario. Verrebbe voglia di pretendere altrettanto da Ventura sempre che riesca a portare la Nazionale a Mosca 2018. Non solo con Zappacosta, appena convocato per la partita con Israele, ma con tutti gli uomini giusti al posto giusto. E con lui solidali, nonostante il continuo gesticolare in campo durante il match per contestare e correggere “ i loro errori” e anche dopo, quando ha definito gli spagnoli “disumani”. Fatico a ritrovare un commissario tecnico che abbia così brutalmente buttato a mare una Nazionale per difendere se stesso. Non lo fece neanche Alfredo Foni, nel ‘58, quando l’Italia fu sconfitta a Belfast dall’Irlanda del Nord e non potè partecipare al Mondiale di Svezia. Adesso che c’è da sperare nei playoff, bisogna anche augurarsi che gli Azzurri ce la mettano tutta per la patria pallonara ormai surclassata dal business. Guarda caso, mentre registriamo il mercato più ricco di sempre ci viene presentata una povera Nazionale.