LA MALARIA C’E’ CHI L’HA AVUTA. MA NON ERA UN’ IMMIGRATA

DI FLAVIA FRATELLO

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Ad agosto del 2001 sono stata in Burkina Faso.
Quando sono rientrata in Italia, era il 17 lo ricordo benissimo, mi sono svegliata con un mal di testa atroce e dopo un paio d’ore avevo la febbre a 40.
Ma soprattutto brividi così forti da scuotermi, letteralmente, e da farmi avvolgere in una pesantissima coperta.
“Ho la malaria ” mi sono detta, non ci sono dubbi.
Sono andata all’ospedale, ma la dottoressa di turno che credo non avesse mai nemmeno sentito nominare il Burkina Faso, nonostante le mie proteste, mi liquido` sostenendo che si trattava di influenza. Mi diede un antipiretico e mi rimando a casa.
In effetti la febbre per qualche ora scese, ma l’antipiretico non c’entrava nulla.
C’entrava il fatto che la malaria ti da un picco febbrile che poi si attenua.
Ma poi torna.
E infatti tornò. Era mezzanotte quando la mia temperatura raggiunse nuovamente i 40 gradi.
Per fortuna chiamammo la guardia medica e la dottoressa che si presentò non ebbe dubbi.
Era malaria.
Fui ricoverata immediatamente, passai 10 giorni in ospedale in isolamento, e guarii.
Se durante la mia malattia fossi stata punta da una zanzara anofele avrei potuto trasmette la malaria a qualcun altro.
Pur non essendo una extracomunitaria immigrata, clandestina, brutta e cattiva.