ANDREA, FIGLIO DI UN DIO MINORE, HA TROVATO LAVORO

 

DI CLAUDIA PEPE

Sul Messaggero.it finalmente una bella notizia. Una notizia che si vorrebbe leggere ogni giorno, una notizia che non dovrebbe essere una “notizia”. Dovrebbe essere una consuetudine normale in una società civile. Andrea Cenci un ragazzo di 26 anni è stato assunto con il contratto di lavoro “Garanzia giovani”. È stato assunto dopo essersi presentato al proprietario dell’”Amaris Caffè” di Viterbo. Andrea è arrivato a realizzare il suo sogno, dopo aver sopportato sorrisi di circostanza, ghigni alle spalle, dopo aver sopportato che un’umanità folle riconoscesse finalmente il valore che gli spetta. Sì perché Andrea Cenci è un ragazzo nato con un cromosoma in più, quei ragazzi a cui la gente fa buffetti sulle guance e parla loro con quella voce falsamente vera che riservano ai bambini ancora in fasce. Invece Andrea non è un ragazzo di quelli che il governo chiama choosy, fannulloni, ragazzi che vengono abbattuti dall’ipocrisia della gente. No Andrea, ha girato, ha scritto, ha creduto nelle sue capacità. Non ha mai pensato di essere migliore degli altri, ma ha fatto della resilienza la sua forza. Quella forza che a noi qualche volta viene a mancare. Invece, lui l’ha coltivata, l’ha nutrita con la caparbietà di sapere che la sua vita non poteva essere giustificata da i suoi occhi. Anche se qualcuno li ha battezzati maldestramente a “mandorla”. Andrea è sempre sorridente, cavalca la sua bici portando nel suo zainetto la voglia di vivere, e quella felicità che solo chi vive la vita nelle piccole cose, sa comprendere. Andrea è un ragazzo, è una luce che illumina la nostra esistenza, è un esempio per tutti noi. Andrea che vive sempre nella rincorsa di assaporare la bellezza. “Voglio lavorare”, ha detto al proprietario del bar Federico Biscetti. Finalmente ha trovato una persona che non si è limitato a guardarlo, ma ha risposto: “Perché no? Vieni domani a fare la prova”. Prima di lui si erano presentati altri ragazzi ma non avevano superato la prova. E allora Andrea ce l’ha messa tutta, con la sua voglia di imparare, con il suo sorriso e con le sue capacità. “Sono io fortunato ad averlo trovato, non viceversa” dice il proprietario che evidentemente conosce la normativa e la legge della giustizia umana. Andrea è un ragazzo che non si è piegato davanti alle porte sbattute, ma soprattutto non si è piegato davanti alla porta del suo destino. Non ha accettato l’elemosina di una vita che lo voleva demolire, non ha accettato sentenze di un mondo che emargina e non accoglie. Non include ma sotterra. Non guarda nei visi delle persone ma si gira dall’altra parte. Ciascuno è figlio della propria vita e con quella può e deve lottare contro i pregiudizi e l’immoralità delle persone che ti guardano come un quadro troppo alto, un cielo su cui appendere le stelle. Come tutte le persone abituate a guardar le stelle e non si accorgono dell’immensità del cielo. Hai lottato sicuramente, Andrea, insieme ai tuoi favolosi genitori e ai tuoi insegnanti. Ma sappi che le persone che non riescono a guardarti negli occhi, non sono degne di ascoltare le tue emozioni e di dividere con te quello che tu dai al mondo. Infiniti atomi di pregiudizio scalfiti da perle disperse nel raro mare dell’indifferenza. Quelle persone che non rendono attori della propria vita ragazzi belli come te, e non vi danno la speranza di essere i protagonisti del vostro futuro. Perché non sanno che se non ci siete voi, la scuola e la vita non sarebbe la stessa. Tu Andrea e tanti altri, fate al mondo quello che fa Persefone alle stagioni. Invidiata da Ade per la sua bellezza la incatena per il resto dell’eternità ad un frutto incantato e la fa scendere agli inferi d’inverno. Ma quando risale verso il sole, arriva la primavera e trova persone come te ad aspettarla. E tu con il tuo sorriso dietro a quei cappuccini serviti con destrezza, inneggi all’estate mentre la vita ti guarda. E rimane zitta.