STUPRI: E’ CHE SIAMO NATE DONNE

DI ANNA LISA MINUTILLO

Osserviamo il mondo con una sensibilità differente, che spesso non viene compresa e nelle migliori delle ipotesi viene ridicolizzata.
Ci muoviamo sicure e determinate lungo i lastricati di indifferenza e sottovalutazione che da anni ci vengono riservate e si fa di tutto per uccidere i nostri pensieri quando va bene, altrimenti ci viene riservata proprio l’uccisione fisica come ricompensa per la tolleranza e la sopportazione che cerchiamo di avere.
Tentiamo di esprimere il nostro parere anche su argomenti per i quali , secondo i più, non siamo ferrate, non abbiamo le competenze e molti dimenticano che essere donna non vuol dire solo andare a fare shopping oppure circondarsi di superficiali ammennicoli per esaltare la femminilità, alcune, anzi la maggioranza di noi possiede più libri che paia di scarpe da ostentare, ma è solo un’inezia si preferisce non vedere.
Generiamo vite, doniamo la possibilità di diventare cittadini del mondo ai nostri figli , ma anche questo non conta , anzi forse proprio per questo finiamo con il diventare un pesante fardello da portare con se, con l’aggravante di dover provvedere anche al mantenimento dei figli nel caso in cui il rapporto dovesse naufragare come capita a volte alle barche in mezzo al mare.
Si decide di togliere la vita anche quando si contiene il frutto dell’amore che dovrebbe essere scaturito da quella unione, come se fosse solo nostra la responsabilità di aver generato quella vita che conteniamo, come se fossimo ermafroditi in grado di riprodurci da se, come se non lo si sapesse prima che da un atto d’amore scaturiscono anche quelle” conseguenze” che per noi tutto sono tranne che una conseguenza ma qualcosa di voluto, desiderato, di cui si è parlato sicuramente prima e per cui l’altra metà era favorevole.
Parole, solo parole, promesse solo promesse, memoria corta che si schianta contro le prime difficoltà oppure contro quella improvvisa voglia di libertà che non si sa perché arriva a destabilizzare un’unione che solo pochi mesi prima sembrava solida, sembrava resistere agli urti della vita , ma che con il trascorrere del tempo si trasforma in un ostacolo da aggirare.
Cerchiamo di avere un posto nella vita, di lavorare con diligenza e scrupolosità, ma anche questo non va bene , nonostante ci ritroviamo a ricoprire ruoli prettamente maschili, con competenza e rigore, veniamo sempre messe in discussione, ostacolate, sbeffeggiate perché non è possibile che quella trovata geniale a cui l’uomo non è riuscito ad arrivare appartenga a noi, esseri da sempre considerati inferiori.
Viaggiamo nel mondo formando personale, dedicandoci a ritmi differenti dai nostri senza mai mostrare senso di cedimento mentale o fisico , perché sappiamo bene che la facciata che regaliamo alla gente sarà poi quella che la stessa gente pretenderà da noi.
Ci allontaniamo dagli affetti, dalla nostra casa che spesso serve solo come area pit stop per ricordarsi di averla ancora una casa, per ricordarci che esiste un posto in cui possiamo sentirci libere di essere e di esprimere la nostra personalità, che sia attraverso la scelta degli arredi oppure dedicandoci ai fornelli per creare qualcosa di nuovo da poter condividere proprio con chi spesso, troppo spesso ci sottovaluta, ma anche questo non basta.
Dobbiamo stare attente al nostro look , cercando di essere sobrie, di non esporci troppo, di non provocare poiché , diventa sempre la solita storia: “ce la siamo andata a cercare”, come se indossare un capo di abbigliamento piuttosto che un altro fosse il preludio o l’invito esplicito ad essere consenzienti, ad autorizzare la violenza gratuita con cui spesso siamo ripagate.
Conseguenze cercate, quando l’unica cosa che si desidera è quella di essere piacevoli, prima di tutto per se stesse e poi per il mondo che ci circonda ma anche questo , è vietato, non sta bene, non si fa.
Dobbiamo sempre evitare di muoverci in strade isolate, temere se lavoriamo fino a tardi e poi dobbiamo rincasare, evitare strade isolate, prestare attenzione quando andiamo a ritirare l’auto che spesso viene lasciata a distanza dal luogo di lavoro poiché non riusciamo a trovare parcheggio.
Sempre vigili ed attente in questo mondo che di vigile e di attento quando si tratta di noi , non ha proprio nulla oppure se ci riserva “attenzione” è incanalandola nella direzione sbagliata.
Subiamo attacchi verbali sui social, siamo sbeffeggiate quando una storia termina perché non ci viene data la possibilità di dire basta , questo rapporto non mi dà più ciò che volevo ricevere.
Merce di scambio dove tutto il pubblico ride, quando viene mostrato loro come stavamo bene in quella che si riteneva la propria intimità.
Si ferisce così, dietro ad una tastiera, su whatsapp, usando sistemi che nascondono il volto del “coraggioso” giudicante, di colui che in quel piatto ha mangiato più volte, magari anche riempiendo il suo ego di autostima e autoaffermazione, poca cosa poiché quando si ha un valore questo deve essere riconosciuto dagli altri e non da se stessi.
Dobbiamo evitare passeggiate romantiche con il nostro compagno perché ciò che ci attende è solo la brutalità di persone che non avevano altro modo per trascorrere la serata se non quello di ubriacarsi, drogarsi e scegliere una preda, non importa chi, non importa dove, importa fare sfoggio di tutta la brutalità che può essere contenuta nelle teste ormai fuse di chi non distingue nemmeno più il bene dal male.
Così si creano mostri, si stuprano corpi, si getta alle ortiche tutto ciò che si tenta di costruire in anni di rinunce e sacrifici, senza pensare che tutto questo avrà delle conseguenze , e non importa di che colore sia la pelle della vittima o quella di chi la oltraggia brutalmente, importa solo che questi atti vengano condannati, debbano smettere di esistere, non devono appartenere ad un paese che si definisce “civile”.
Poi ci si guarda intorno: violenza ovunque, nel linguaggio, nella pubblicità, negli scritti, nei rapporti interpersonali, nessuna disponibilità all’ascolto, tutto di corsa, si fagocita tutto e di tutto, si corre per arrivare e non si sa bene dove, si percorrono strade che stordendoci ci permettono di sopravvivere , si entra in luoghi che dovrebbero essere di aggregazione per sentirsi superiori, i padroni del mondo anche li.
Non ci si sa più divertire, non conta ridere e scherzare senza danneggiare sia le vite altrui che ciò che ci circonda, ci si sente assolti, lo fanno tutti , quindi deve essere giusto comportarsi così, ed invece si è estremamente coinvolti in tutta questa irresponsabilità e pochezza che ci circonda.
Si è perso il rispetto per l’altro, si gioca con la vita pensando che sia realmente un gioco quando è tutto fuor che questo, si diventa parte di un sistema che non ha tempo per la riflessione perché quella appartiene agli sfigati e si sceglie di andare avanti così, dipingendo un mondo con colori di morte, arroganza e prepotenza che appartiene a chi non ha capacità di sostenere un dialogo, a chi se preso singolarmente non riesce neanche ad esprimersi, a chi per sentire di esistere deve circondarsi di sbandati come lui, ma questo nulla ha a che fare con il mondo che dovremmo tutti avere la possibilità di abitare.
Non si comprende o non si vuole comprendere che la direzione imboccata è quella sbagliata, che abbiamo tutti gli stessi diritti, che nessuno autorizza nessuno a ripagare le donne con la peggiore nefandezza possibile.
Non si comprende che potrebbe essere così semplice terminare un rapporto, trascorrere una serata in compagnia, tornare a divertirsi in modo sano, invece si sceglie la “compagnia” di tante solitudini esistenziali che messe insieme non fanno altro che far sentire più solo chi solo lo è già.
Non si osserva più, e quando lo si fa è sempre per elargire critiche distruttive, nessuno sguardo incrocia le tante positività che ancora ci circondano ed è grazie a quelle se questo pianeta riesce ad andare avanti, seppur arrancando disperatamente, se eliminassimo anche quelle , sarebbe davvero la fine.
Non si pensa che a scalare piramidi immaginarie di importanza in questa società allo sbando, che diventa protagonista solo quando ci sbatte sulle cronache nere per violenze, delitti, stupri e femminicidi ma che tanto invece avrebbe da offrire , se scegliesse di incanalare le stesse energie negative in positività, dando una mano, aiutando persone che una casa non la possiedono più , che una vita normale l’hanno lasciata sotto le macerie di queste terra ferita che urla tutta la sua disperazione.
Non si comprende che vogliamo ed abbiamo il diritto di essere libere dalla paura, di muoverci, di spenderci, di abitare il mondo essendo se stesse.
Vogliamo non dovervi vedere come qualcosa da cui difenderci ma come elementi arricchenti per la nostra persona con cui condividere la parte più bella di noi, quella che magari per pudore non riusciamo a mostrare a tutti, quella che conduce alla nostra essenza ed alla nostra anima.
Siamo nate Donne e non è colpa nostra, siamo nate per rendere migliore la vita di chi ci incrocia, non per subirne i soprusi ingiustificati.
Siamo nate Donne ed abbiamo il diritto di esserlo, di poterci esprimere, di cullare sogni e progetti, di amare ed essere amate, ci scegliete perfette per voi e poi distruggete con l’acido i nostri volti causando ferite alla nostra anima che non cicatrizzeranno più.
Siamo nate Donne e non vogliamo temervi, vogliamo accogliervi tra i nostri pensieri ed i nostri abbracci che rappresentano un porto sicuro per quanti lo sanno ancora vedere, non vogliamo nasconderci e privarci delle nostre emozioni.
Siamo nate Donne e questo deve essere visto come un privilegio, non diventare il pretesto per denigrarci continuamente dimenticandovi di quanto facciamo e di quanti ruoli ricopriamo in un giorno solo.
Siamo nate Donne e non è colpa di nessuno , è che senza di noi la vita si fermerebbe ed è a questo che dovete pensare ogni volta che private il mondo di una donna, non si uccide soltanto lei ma ciò che di bello in questo mondo avrebbe potuto portare se aveste imparato a guardare con gli occhi giusti quello che vi rifiutate di vedere.
Se guardaste bene ritrovereste anche voi, nati da una donna che si vergognerà per ciò che avete commesso per il resto dei suoi giorni, e che perderete insieme ai corpi martoriati dalla vostra insensibilità.