ITALIA IMMOBILE

DI LUCIO GIORDANO

Se non fosse per quel golletto ad inizio della ripresa del solito Ciro Immobile, a quest’ora l’Italia del pallone inizierebbe a tremare. Altro che primo posto. Sabato scorso ,al Bernabeu contro la Spagna,  la Nazionale ha visto i fantasmi. Con la piccola squadra d’Israele abbiamo rischiato addirittura  il pareggio. E meno male che la Macedonia ci ha fatto un piacere da niente, pareggiando contro l’Albania. Altrimenti la trasferta contro le aquile sarebbe stata addirittura decisiva per il secondo posto: sia ben chiaro, per i play off ai mondiali di Russia 2018, non per la qualificazione diretta.

Poca cosa, inutile nascondersi dietro un dito. I singoli ci sono ma in nazionale non rendono. Spariscono  il gallo Belotti  e il campioncino Verratti, sparisce il talento naturale Insigne e incorna ma non convince Ciro Immobile. I tre gioiellini del Pescara di Zeman con la maglia azzurra non brillano. Non giocano. L’Italia è confusa, balbettante, giustamente fischiata  Perché il gioco non c’è. Giampiero Ventura  sembra in confusione. Un modulo con quattro punte non funziona, evidentemente. E manca, manca maledettamente un regista alla Pirlo. Possibile che il campionato italiano non sia in grado di trovarne uno? E’ insomma  un’Italia troppo sbilanciata in avanti. E così, quando sono gli altri ad attaccare, arrivano i guai. Se mancano Chiellini e Bonucci, poi,  è notte fonda, anche perché Buffon sta diventando sempre più incerto, tra i pali.

E allora, cambiare tutto? No, cambiare semplicemente gioco: i talenti ci sono. Ventura, sempre che sarà lui ad allenare ancora l’Italia, dovrà essere meno ostinato nelle scelte tattiche. Da ora in poi, guadagnato il punticino per la matematica, dovremo affidarci anche  alla dea bendata: nello spareggio speriamo ci riservi una squadra di livello inferiore, magari il Galles o la Bosnia, sempre che arrivino seconde loro.

Vincere e arrivare affaticati a Russia 2018. In questo ha ragione Ventura. Non andare ai mondiali forse non sarebbe una catastrofe, con i problemi che il Paese deve affrontare da dieci anni a questa parte, ma sarebbe un disastro sportivo dai danni incalcolabili. Il nostro Ct  pensi dunque  bene alle scelte tecniche, quando al 99 per cento arriverà a giocarsi, come contro la Russia nel 1998, un posto ai mondiali.

Certo  che l’Italia vista in questo torneo di qualificazione meriterebbe davvero  di restarsene a casa. Dispiace dirlo, ma la Nazionale operaia  di Conte era tutta un’altra cosa. .