DALL’11 SETTEMBRE TORNA LA PROVA DEL CUOCO: RICETTE IN GIRO PER L’ITALIA

DI ANDREA FACE

Il direttore mi dice: «dai, vacci, bisogna proporre anche degli argomenti televisivi», cercando di combattere la mia ritrosia a presenziare alla conferenza stampa per la presentazione de “La prova del cuoco”. Io non ne ho proprio voglia, però eccomi qui, nella studio 3 del centro di produzione Rai Nomentano (che una volta si chiamava Dear e vi si giravano ottimi film).

Dunque, lunedì 11 settembre, alle 11.50, su Rai1 ritorna Antonella Clerici con “La prova del cuoco”. E già immagino le urla di entusiasmo di tutte le signore che non vedevano l’ora. La trasmissione, del resto, è la prima che si sia fatta in Italia, diciassette anni fa, seguita poi dai vari Master chef. «E la differenza tra noi e loro», ci tiene a precisare Antonella (in splendida forma, per la verità, bella e dolce come sempre), «è che loro propongono la competizione, mentre noi proponiamo ricette». Già, e quelle signore entusiaste di cui prima, che magari portano a casa 800 euro al mese, cosa se ne faranno di quelle ricette? Sì, certo, quelle proposte dai concorrenti in genere sono economiche, ma quelle dei grandi chef? Ma che importa, in fondo, a quell’ora mica ci stanno loro davanti alla TV, loro stanno a guadagnarsi il proprio “lauto” stipendio. A quell’ora, davanti alla televisione, ci sono signore impegnate davanti ai fornelli, che magari fanno bruciare la frittata di zucchine per seguire le indicazioni di come fare l’anatra all’arancia.

Ma tornando al confronto con Master chef, a parte le ricette, anche la competizione si è arricchita con un meccanismo che ci ha appassionati talmente che non sappiamo spiegarlo. Meglio ‘approfondirlo’ lunedì.

Tanti i cambiamenti, comunque, un po’ per stare al passo con i tempi (studio rinnovato con largo uso di led), un po’ per rintuzzare l’attacco di “Forum”, il programma condotto su Canale 5 da Barbara Palombini che l’anno scorso ha sottratto parecchi spettatori ad Antonellina, come la chiama Anna Moroni, la signora dalla voce in falsetto che sa tutto sulla cucina e lo dimostrerà anche andando, una volta a settimana, a mangiare a casa di una famiglia straniera residente in Italia, per cogliere lo spirito, la filosofia, l’originalità della cucina di chi la ospita. E sicuramente avrà da dire la sua anche su quello. E questa è una delle novità della nuova edizione. Una doppia novità, anzi, perché introduce la cucina straniera e fa uscire, per un po’, la trasmissione dallo studio. Necessità, questa, di qualunque programma seriale fatto, appunto, in studio. Bisogna aprire delle finestre, inserire dei collegamenti. E collegamenti ce ne saranno diversi, come quello con Giuseppe Calabrese, detto Peppone che illustrerà da vari luoghi lo street food (ma chiamamolo cibo da strada, va, che lo abbiamo inventato in Italia), con Fabrizio Nonis, che illustrerà la cucina povera, cominciando dal Triveneto, parlando di baccalà, trippa e soppressa vicentina. Cucina povera? Ma avete visto quanto costa, ormai, il baccalà? In studio, invece, ci sarà Federico Quaranta, (bravissimo quest’estate a condurre “Linea verde”), che prenderà spunto dalle ricette degli ospiti per raccontare la storia e le curiosità di piatti e prodotti, mentre il suo sodale Tinto ogni settimana mostrerà storie, personaggi, patrimonio gastronomico e ricchezze segrete di una località italiana. La prima sarà Rapallo, in Liguria, dove, udite udite, Antonella andava in vacanza da bambina. Che tenerezza!

Dimenticavamo un altro collegamento settimanale. Sarà con Bruno Vanzan, bartender (non chiedetemi cosa voglia dire, neanche Wikipedia lo fa, controllate pure). Si tratta, in pratica, di un barman che prepara dei cocktail facendo il giocoliere. Fa volare bottiglie, bicchieri e quant’altro. Ogni settimana da un posto diverso (forse perché la seconda volta non lo fanno tornare). Una vera esibizione difficilmente ripetibile in casa senza avere uno sconto speciale col negozio di casalinghi.