ITALIANI A BUENOS AIRES: UNITI SUL CASO DEL DESAPARECIDO MALDONADO

DI FRANCESCA CAPELLI

DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE A BUENOS AIRES

La parola “desaparecido” in Argentina ha un significato che va oltre la semantica. Evoca la dittatura, il terrorismo di stato, i sequestri, le torture, i voli della morte. Per questo gli italiani residenti a Buenos Aires vogliono far sapere ai loro connazionali la loro posizione e le loro preoccupazioni sulla sparizione forzata di Santiago Maldonado, fermato dalla gendarmeria il 1 agosto scorso e mai più riapparso.
“Siamo un gruppo di italiani residenti a Buenos Aires e vogliamo esprimere la nostra preoccupazione per la ‘desaparición’ di Santiago Maldonado, fermato dalla gendarmeria il primo agosto scorso, durante una manifestazione nel sud del paese, e mai più riapparso. Le spiegazioni date dai militari e dalla ministra per la Sicurezza Patricia Bullrich sono lacunose, le indagini sono partite in ritardo, con depistaggi e false segnalazioni, e si sono concentrate su un possibile allontanamento volontario di Santiago, quando vari testimoni hanno affermato di avere visto i gendarmi caricarlo su una loro camionetta e allontanarsi.
Provoca sconcerto, dolore e paura una desaparición in tempi di democrazia, soprattutto per il passato recente di questo paese. Un grave precedente si era verificato nel 2006 con Jorge Julio Lopez, testimone in vari procedimenti giudiziari contro i militari della dittatura, probabilmente sequestrato da forze eversive che volevano minacciare il processo democratico; nel caso di Santiago Maldonado si tratterebbe di apparati dello stato, alle dirette dipendenze della ministra, che non sono in grado di garantire l’incolumità di un cittadino in stato di fermo.
Riteniamo che gli italiani debbano essere messi al corrente dei motivi per cui Santiago si trovava in Patagonia: voleva partecipare alla protesta pacifica dei mapuche che reclamano la restituzione delle loro terre, vendute negli anni ’90 ai Benetton. Parliamo di 900 mila ettari, terre ricche di risorse idriche, minerarie e turistiche. Il coinvolgimento di un’azienda italiana in questa vicenda è per noi motivo di ulteriore preoccupazione.
Ognuno di noi ha le proprie idee politiche, spesso opposte, ma tutti crediamo nella democrazia, nei diritti umani, nel principio che il monopolio statale della forza non significhi arbitrarietà totale sui cittadini temporaneamente privati della libertà. Anzi, è proprio in queste circostanze che uno stato democratico protegge con ancora più attenzione i diritti e la sicurezza di chi è in quel momento sotto la sua custodia.
Non ci interessa riaffermare il fatto che Santiago stesse protestando in modo pacifico, senza commettere reati. Non ci interessa riaffermare la descrizione di un bravo ragazzo solidale con i settori più deboli delle società. Anche se avesse commesso i delitti più atroci, avrebbe comunque diritto a un giusto processo e alla tutela della sua persona e della sua sicurezza.
Chiediamo per questo una presa di posizione del governo italiano nei confronti del governo di Macri, che all’indomani della sua elezione ha invitato i nostri concittadini a venire a lavorare in Argentina. Domani, al posto di Santiago Maldonado, potrebbe esserci uno di noi.
1. Salvo Tavella, docente
2. Francesca Capelli, giornalista, ricercatrice e docente
3. Erica Canepa, fotogiornalista
4. Francesca Battista, docente
5. Laura Claudia Rosina
6. Stefano Levantesi
7. Maria Betteghella
8. Elisabetta Iorio, docente e ballerina
9. Alberta Bottini, docente (Universidad Nacional de Quilmes)
10. Paola Giordani
11. Enrica Salvadori
12. Margherita Delfini, docente e arteterapeuta
13. Mariana Tagliaferro, docente
14. Viviana Mercurio, ballerina e insegnante di danza
15. Emanuela Bernardi, docente e attrice
16. Valentina Marzili
17. Anna Sonetti, docente ed esperta di immigrazione
18. Alessandra Viti, docente
19. Chiara Sardonini, docente
20. Adriana Bernardotti, attrice
21. Vanna Andreini, poetessa e docente
22. Francesca Ferlicca, urbanista
23. Giulia Scarduelli, insegnante
24. Sara Maggi, attrice
25. Giulia Parente, docente e impiegata della amministrazione pubblica
26. Serena Cinelli, docente
27. Cristina Ferraioli, attrice e cantante
28. Cristina Voto, docente e ricercatrice
29. Maria Rossi, docente
30. Ana Nora Feldman, docente universitaria
31. Chiara Fabiani, architetto d’interni
32. Marcello Boatto, impiegato
33. Claudia Gatti, sociologa
34. Valentina Pompa, docente
35. Cristina Porro, libera professionista
36. Elisa Pavin, blogger
37. Pierpaolo Olcese, produttore teatrale
38. Emanuela de Blasio, docente
39. Edda Cinarelli, giornalista e segretaria
40. Erika Francescon, staff di gestione (Universidad Nacional di San Martín)
41. Silvia Belleri, sociologa
42. Sabrina Carlini, docente e antropologa
43. Valentina Furnari, traduttrice
44. Francesca Iorio, architetto e docente
45. Roberta Ettori, attrice e insegnante
46. Giulia Murace, dottoranda (Universidad Nacional di San Martín)
47. Anna Santangeli, docente
48. Lucia Desiderée Franco, psichiatra, docente e attrice
49. Florencia Santucho, direttrice dei festival del cinema FICDH e FINCA e film-maker
50. Franco Pascuale, docente
51. Marika Rocca
52. Iside Casu, grafica
53. Anna Pochettino
54. Antonio Di Muccio
55. Cristina Lavagna”