MA LA MARCETTA SU ROMA NON SI PUO’ PROPRIO FARE

DI LUCIO GIORDANO

Se non fosse che il momento è davvero grave e che il mondo delle multinazionali ha dato mandato ai gruppi neonazisti di tutta Europa  di creare caos e spingere sulle provocazioni, si potrebbe tranquillamente dire che quella organizzata dai neofascisti di  Forza Nuova sarebbe una passeggiata di salute, tanto per sgranchirsi le gambe. Data emblematica: il prossimo 28 ottobre, lo stesso giorno, 95 anni dopo, della vera marcia su Roma.

La prima volta, però,  la storia si presenta come dramma, la seconda come farsa. E qui, già a cominciare dai temi della marcetta, qualche sorriso ci scappa:“contro un governo illegittimo, per dire definitivamente no allo Ius Soli e per fermare violenze e stupri da parte degli immigrati che hanno preso d’assalto la nostra Patria”.  Cose così, ecco.

Adesso, Mussolini, anche lui braccio armato dei poteri forti, come tutti i nazifascismi di tutte le epoche, qualche motivazione in più ce l’aveva. E poi, il duce che ci portò ad una disastrosa guerra mondiale, almeno aveva carisma. Qui invece siamo ai limiti della macchietta, del vogliamo i colonnelli di ‘Tognazziana’ memoria. Stop.

Ma, soprattutto, i ragazzi di Fn sono arrivati in ritardo nei confronti della storia e hanno un ostacolo insormontabile. Si chiama Apologia del fascismo. Un reato. Se il prefetto  decidesse di fare rispettare   la costituzione, avrebbe vita facile. Manifestare idee fasciste è  infatti vietato per legge, per il rispetto che si deve ai milioni di italiani che alla fine della seconda guerra mondiale , si sono battuti per la libertà.

Inevitabile dunque  le proteste di molte delle forze politiche italiane, rivolte al nostro ministro dell’interno: Pd, Sinistra italiana e Possibile chiedono ufficialmente a  Minniti di bloccare l’iniziativa. La sindaca Virgina Raggi ha twittato: “La #MarciaSuRoma non può e non deve ripetersi”.

Ecco: i toni sono giustamente allarmati. Non tanto per il numero di persone che , citando Antonello Venditti, Bomba o non bomba arriverebbero a Roma. In fondo  parliamo di qualche centinaio di militanti, non certo i venticinquemila di quasi cento anni fa. Ma siccome il clima d’odio è quello che è, meglio non abbassare la guardia, anche se si parla di marcetta, anche se più che Roma o Morte, al massimo sarebbe o Roma o Orte.

Converrete: meglio scherzarci su. Anche se, a conti fatti, l’autorizzazione del prefetto difficilmente arriverà. Però intanto la provocazione neofascista è riuscita. Di questa passeggiatina  ne parlano già tutti. Una  provocazione, insomma. La stessa provocazione  del Tiburtino III, con rissa inventata ai danni dei migranti . O delle minacce ai parroci di periferia, o dei manifesti fascisti rispolverati in difesa delle nostre donne.

L’obiettivo quindi è chiarissimo. Con l’annuncio della marcetta serviva dunque gettare altra benzina sul fuoco della rabbia sociale: speriamo solo non divampi l’incendio.