MIGRANTI: BOTTA E RISPOSTA TRA EUROPA E REPUBBLICA CECA

DI CECILIA CHIAVISTELLI

Continua il braccio di ferro fra la Ue e gli stati membri che negano l’ingresso ai migranti.

Dopo che la Corte di Giustizia Europea ha emesso il suo verdetto, respingendo il ricorso di due stati membri, Slovacchia e Ungheria, che avevano fatto ricorso contro la politica di ricollocazione dei migranti, ora, ai due paesi si è aggiunta la Repubblica Ceca, che per voce di Milos Zeman, fa sapere di non volere nessun rifugiato sul suolo ceco e di essere disponibile a rinunciare ai finanziamenti che la Ue ha riservato per l’accoglienza. “Penso che non dobbiamo piegarci, non dobbiamo cedere alle minacce. Ora dico quello che a qualcuno non piacerà: nel caso peggiore è sempre meglio fare a meno dei finanziamenti europei che far entrare i migranti da noi”, ha sottolineato il presidente.

Una sfida, quella della Repubblica Ceca che non può passare inosservata, per vari motivi.
Il paese ha sempre contrastato le politiche di accoglienza, già nel 2015 quando l’onda migratoria per la rotta balcanica aveva obbligato l’Europa ad aprire bene gli occhi e cercare una soluzione per arginare il flusso e dare asilo ai migranti all’interno delle frontiere europee.
Adeguata o no la soluzione sembrò essere
un progetto di ridistribuzione dei migranti in tutti i paesi europei. Alcune nazioni boicottarono apertamente, con toni minacciosi la decisione, tra cui la Repubblica Ceca insieme a Slovacchia e Ungheria.

In quell’occasione si iniziò a parlare di muri. Proprio chi il muro l’aveva subito con grande rabbia e dolore invocava la stessa soluzione per tanti disperati…

Ma il gruppo dell’ex East block non si è arreso all’evidenza della situazione, nel frattempo diventata sempre più critica, poggiata sulle spalle quasi interamente di Grecia e Italia, e anche ora persiste con una politica dura, di avversione alla decisione europea. I finanziamenti previsti per i paesi ospitanti non hanno cambiato la posizione della Cechia anzi l’irrigidimento sembra aumentare, complice il consolidamento dei rapporti con il gruppo di Visegrad.

Ora per la Repubblica Ceca si presenta un periodo abbastanza delicato, tra poco ci saranno le elezioni parlamentari, il 20 e 21 ottobre. Una gran parte dei cechi ancora non sa chi votare mentre gli scontri e gli scandali infiammano i dibattiti elettorali.
La stampa ceca non accenna alla questione migranti, né alla decisione della Corte di giustizia europea. Tutto è silenzio.

Intanto Repubblica Ceca e Slovacchia, hanno trovato un accordo di cooperazione per la protezione reciproca dello spazio aereo. E, sempre la Cechia con altri paesi del gruppo di Visegrad, tra qualche giorno iniziano le esercitazioni in Austria delle guardie di frontiera per la protezione dei confini.
All’orizzonte si profila un futuro molto incerto.