RENZI VUOLE COMUNICARE CON NOI INSEGNANTI. NO, GRAZIE

DI CLAUDIA PEPE

Per l’ex Primo Ministro Renzi gli errori sulla riforma della scuola non hanno riguardato i contenuti, ma la comunicazione. È lo stesso segretario del PD a dirlo a Sistiana (Trieste) commentando l’operato del Governo. “Abbiamo sbagliato molte cose, come la comunicazione sulla scuola o sugli 80 euro, ma abbiamo fatto anche molte cose di cui sono orgoglioso”. “Abbiamo sbagliato la comunicazione sulla scuola – ha proseguito Renzi – Noi ci abbiamo messo sette miliardi e mezzo, ma il 97% degli insegnanti ha aderito allo sciopero. Quando succede una cosa simile qualche domanda uno se la deve fare”. Fonte Orizzonte Scuola. L’ex premier(?) parla della comunicazione, ma non penso sia serio parlare di comunicazione quando si parla di Scuola. La Scuola non si comunica, non si illustra su una lavagna di ardesia, la Scuola non si spiega. La Scuola la si vive e la si fa. La Scuola vittima sacrificale di ogni governo, con la legge 107, è stata rapportata con la politica. Un linguaggio che noi insegnanti non conosciamo e non vogliamo neppure conoscere. Noi non vogliamo essere più trattati da pupazzi da corrompere con bonus da 80 euro, bonus premiali. Quello lo si da ai ragazzini a cui dai la mancetta se stai buono. No, noi insegnanti non stiamo zitti, e lottiamo per il nostro lavoro, per i nostri studenti e per i nostri diritti. Vorremo dirle tutti in coro, ex- premier, che la legge 107, cosiddetta “Buona Scuola”, è stata la legge peggiore che il nostro sistema scolastico ha vissuto. Lei parla di errori, ma noi insegnanti gli errori li abbiamo segnalati immediatamente. Avevate promesso, come ora l’On Malpezzi, un tavolo di discussione, ma a molti di noi è stato sbarrato l’ingresso a qualsiasi tavolo di discussione. Ora siamo in vista delle elezioni, e il Pd sa perfettamente che noi non abbracceremo le sue idee. Non dimentichiamo “l’informazione” che è stata fatta su di noi: “Ma perché la polizia non riempie di botte sti insegnanti e libera il centro storico di Roma?” Tipico esempio di comunicazione fatta da “giornalisti” adepti al Pd e a Lei. “Se gli insegnanti del Sud conoscessero l’italiano, almeno capiremmo cosa vogliono”. Questa è stata la vostra relazione con noi. Ma gli insegnanti sono allenati con la memoria e con la storia di questo Paese. Abbiamo la memoria su tutto quello che hanno fatto per distruggere la nostra professionalità e la nostra immagine. Noi insegnanti non vogliamo contentini, caramelle, e cotillon. No, non vogliamo essere prigionieri di una logica di potere che rinchiuda la scuola in schemi politici superficiali e qualunquisti. La vostra comunicazione non è stata sbagliata, noi l’abbiamo capita benissimo, e abbiamo capito i vostri intenti. La vostra riforma è tutta sbagliata in barba alle assunzioni che vi gloriate di aver fatto. Ci sono insegnanti la cui dignità è stata sopraffatta delle vostre normative. Insegnanti di potenziamento che vagano come tappabuchi, insegnanti di musica a cui propongono recupero di tedesco, insegnanti di lingue depositati in aula insegnanti a bivaccare prima che arrivi una supplenza. Insegnanti privati della loro identità, della loro competenza e della loro realizzazione. Errare è umano ma perseverare è diabolico. Quando ha illustrato la “Buona Scuola” con quel gessetto in mano, Signor ex-premier, sembrava avesse capito tutto sulla Scuola. E subito dopo il 97% degli insegnanti ha aderito al più grande sciopero che la Scuola ricordi. Come mai, allora, non si è posto alcuna domanda? Come mai i suoi collaboratori hanno fatto finta di non vederci? Come mai le sedie del MIUR non si sono interrogati sulle nostre proteste e sulla nostra opposizione? Vi siete mai chiesti che chi entra a Scuola, ha quel compito importantissimo di educare, di formare, di supportare e di creare cittadini che dovranno essere le fondamenta della nostra società futura? Quello sciopero meraviglioso che ha coinvolto il 97% di noi, l’abbiamo fatto il 5 maggio 2015. E solo adesso vi fate delle domande. No, noi insegnanti non ci stiamo. Quando si sbaglia sulla Scuola, non bisogna porsi “qualche domanda”, ma piangere tutte le proprie lacrime! Invece di dare il bonus, la carta docente, gli 80 euro, bisognava firmare il contratto e dare un aumento a tutti. Aumento a tutti, e ogni 2 anni in base al costo della vita porre i nostri stipendi in grado di poter affrontare la vita di ogni giorno. La vostra comunicazione ultimamente, è stato l’annuncio del taglio di 25.000 posti al liceo e 20.000 posti alle medie con 50.000 esuberi anche per il personale Ata. Allora non vi dovete aspettare solo lo sciopero massivo, ma anche che alle prossime elezioni gli insegnanti devieranno la loro matita molto lontano dalla sigla PD. È un peccato che non si voti ogni sei mesi, perché certi politici prima delle elezioni ritrovano d’incanto il buon senso. Lei ex-premier, aveva promesso non più classi pollaio, risorse per l’edilizia scolastica, sostegno e investimenti per gli i ragazzi disabili, e di visitare una scuola ogni mercoledì. Noi insegnanti l’avremo accolto volentieri per farle vedere le crepe delle nostre scuole, gli alunni disabili senza una guida continuativa, insegnanti consegnati ad un ruolo che avvilisce, svilisce e degrado. Lei, ex- premier, fa bene a porsi domande. Ma se chiedesse a noi insegnanti le risposte capirebbe cos’è la Scuola. Quella Scuola che educa un Paese e uomini che speriamo sapranno costruire il nostro futuro meglio di voi.