AGRICOLTURA. IL BOOM DEI PRODOTTI FITOSANITARI

DI ESTER LUPO

Negli ultimi decenni sempre più spesso si fa ricorso ai prodotti fitosanitari nel settore agricolo, come l’uso dei pesticidi. Nella provincia di Treviso ad esempio, sono utilizzati fino a kg 55.000 di Glyphosate e kg 8000 di Ammonio-Glufosinato. Il principio attivo impiegato nella maggior parte dei prodotti è il Glyphosate, una sostanza fitotossica erbicida, in grado di rendere inefficaci i meccanismi di nutrizione di una pianta, con il conseguente disseccamento. L’irrorazione di questi agenti chimici è diventata frequente anche nei piccoli centri abitati, nelle città, ai bordi delle strade, sui marciapiedi, lungo le strade statali e lungo le autostrade, nei campi da golf e di calcio. L’inquietante impiego di questi agenti chimici si allarga non solo per il giardinaggio, ma anche negli spazi verdi delle scuole, degli asili, ecc… Ma quali sono gli effetti dei pesticidi sull’uomo? Tra i pesticidi troviamo il Fosmet,(insetticida) il Captano(fungicida) e Clorpirifos,(insetticida) che in Val di Non è irrorato sistematicamente nei meleti e spesso rinvenuto nelle urine dei bambini. Il più commercializzato tra i prodotti fitosanitari è il Roundup, un prodotto dalla multinazionale Monsanto a base di Glyphosate, venduto in Italia da 30 anni. Dalle ricerche di Criigen si evince che anche il contatto di minime quantità con gli agenti chimici diserbanti è in grado di procurare danni al DNA delle cellule dell’uomo, oltre ad essere considerati causa del linfoma non-Hodgkin, di lucemia e di carcinoma, come riportato da uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Cancer. Alcuni approfondimenti scientifici, con esperimenti sui topi, ritengono che il Glyphosate provochi problemi di pressione sanguigna, perdita di coscienza, congestione polmonare, distruzione dei globuli rossi, difficoltà respiratorie, nausea, vomito, irritazione agli occhi, reazioni avverse di natura allergica e disfunzioni endocrine. Il Glifosato danneggia anche gli embrioni a livello neurologico, cardiaco, gastro-intestinale e causa aborti. Nei soggetti adulti si registrano stati di avvelenamento con dosaggi che, secondo i parametri predisposti, sono considerati tollerabili dalla popolazione. Da altri studi emerge che il Glypfosate compromette l’attività del Citocromo P450 presente in quantità significativamente minori rispetto alle quelle suggerite per l’agricoltura. Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica PubMed e mai preso in considerazione dalle istituzioni, associa il fenomeno della celiachia all’utilizzo del principio attivo del Roundup: il Glyphosate. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=gliphosate+and+celiac Il 5% della popolazione del Nord America e dell’Europa ormai soffre di questa patologia che consiste nella completa intolleranza al glutine. Si tratta di un’epidemia che nessuno vuole considerare, nonostante le evidenze scientifiche. Un altro studio americano, Moms Accross America, dimostra la capacità di accumulo nell’organismo della sostanza pesticida, infatti il Glyphosate è presente nel latte materno e nelle urine degli americani, in quantità nettamente superiori rispetto alle concetrazioni rilevate dalle indagini condotte tra gli europei. Questa differenza è dovuta in considerazione del fatto che in America il Glyphosate è stato introdotto con anticipo sul mercato rispetto all’Europa. Voglio riportare l’esperienza di Sofia Gatica, una donna argentina che vive in un quartiere circondato dai campi di soia e che ha dato alla luce una bambina la quale ha perso la vita tre giorni dopo la sua nascita. La Sig.ra Gatica ha voluto indagare sulle motivazioni che avevano portato al decesso sua figlia, per questo ha fondato un’associazione composta da sedici mamme. Dopo durevoli lotte, con il supporto degli studi condotti da alcuni istituti di ricerca, l’associazione è riuscita a mettere in luce i gravi danni che derivano dall’irrorazione dei pesticidi nebulizzati sui campi insistenti nel suo quartiere, ma anche il ruolo che ha avuto l’utilizzo del pesticida in relazione alla morte della bambina. Nonostante la scarsa disponibilità economica, Sofia è riuscuita a dimostrare, percorrendo vie legali, le responsabilità della multinazionale Monsanto, in materia di salute. Inoltre, ha ottenuto dal governatore un’ordinanza che non permette l’irrorazione dei pesticidi in prossimità dei centri abitati. In Italia esistono leggi e norme che regolano l’impiego dei prodotti fitosanitari, D.Lgs. 150/2012 Dir. EU 128/2009, http://www.edizionieuropee.it/data/html/198/zn2_09_829.html, al fine di ridurre gli effetti e i rischi per la salute umana, per gli animali e per l’ambiente. Questa legge non solo proibisce l’impiego dei fitofarmaci nelle vicinanze dei bacini idrici e dei corsi d’acqua, ma anche in prossimità delle case e delle strade, soprattutto se particolarmente frequentate. Al cittadino quindi è data la possibilità di provvedere legalmente alla tutela della propria salute, della salute dei propri cari, degli animali e dell’ambiente, nel caso in cui la legge venisse violata da chi decidesse di non considerarla, di sprezzarla, per ignoranza di qualsiasi natura o per interessi.

PUBBLICATO L’8 SETTEMBRE 2014