VACCINI: FATTA LA LEGGE, TROVATA LA SCAPPATOIA. FORSE

DI CHIARA FARIGU

 

Non ci stanno a farsi etichettare come “scuola no vax” eppure LA MONTESSORI di Orbassano, Comune alle porte di Torino, ne ha tutte le caratteristiche. Immersa nel verde del parco di Stupinigi, un’area naturale protetta della Regione Piemonte, l’Associazione culturale Montessori, come ama definirsi, è una scuola sui generis: niente cattedre lavagne e banchi ma soprattutto nessun certificato delle vaccinazioni effettuate verrà richiesto per l’iscrizione e la frequenza dei bambini in età scolare. Non esistono obblighi né tantomeno divieti nel percorso alternativo descritto dall’istituto. Nessun ordine imposto. Persino l’arredamento viene predisposto dagli alunni, a seconda dei loro gusti e dell’estro del momento. Libertà massima di sperimentare materiali, attività e attrezzi ludico-didattici nel rispetto del “metodo Montessori”. Da praticarsi, il più possibile, all’aperto, a contatto con la natura. Nessun testo di adozione, né sussidiario né di lettura e, goduria massima, per piccoli e adulti, nessun compito da fare a casa. Questo è quanto promette la struttura “scolastica” di Orbassano che domani, dopo diversi mesi di lavori di ristrutturazione (era in origine un ristorante per matrimoni) aprirà finalmente i battenti.
Siamo un’associazione culturale e non rientriamo nell’ambito di applicazione del decreto Lorenzin, chiarisce Mara Parisi, la presidente, ma non è questa la nostra prerogativa. Qui può venire chi vuole. Il 30% dei bambini iscritti è regolarmente vaccinato”.

Sarà sicuramente un caso, come no, ma la Parisi è madre di 4 figli e nessuno di loro è vaccinato. Sarà sempre un caso che i posti siano andati esauriti e tanti rimangono in lista d’attesa per poter accedere dopo l’entrata in vigore dell’obbligo vaccini. “Certo è che il decreto del governo e il caos che si è scatenato hanno imposto una decisa impennata alle iscrizioni, ma non cavalchiamo l’onda no vax. Non ne abbiamo bisogno”, puntualizza la presidente, quasi a volersi giustificare per il boom delle richieste.

La si metta come si vuole, ma l’Associazione culturale viene vista come una vera e propria scappatoia per quanti rifiutano l’obbligano vaccinale come requisito indispensabile per la frequenza della scuola dell’obbligo. Un obbligo che però la Regione Piemonte intende far adempiere ai genitori dei bambini in età scolare o per la frequenza dei nidi e scuole d’infanzia, sia che siano pubblici, paritari o privati senza distinzione alcuna. Nel rispetto delle leggi vigenti. Pronta pertanto a dare battaglia agli inadempienti. I quali, dal canto loro, cercano più che possono vie alternative. Come ad Orbassano. O altre realtà presenti lungo lo Stivale.

Una su tutte, la HOME SCHOOLING.
Nome british per indicare le scuole parentali. Cosa sono e chi le frequenta?

Rappresentano un sistema di istruzione parallelo a quello tradizionale da svolgersi preferibilmente in casa con gli stessi genitori o con appositi tutor, come contemplato dall’art. 1, comma 4, del Decreto Legislativo 25 aprile 2005, n. 76. Un sistema educativo perfettamente legale, dunque. Perché, è bene sottolinearlo, non è la scuola ad essere obbligatoria ma l’ISTRUZIONE.
In Italia, da qualche anno, sono molte le famiglie che optano per questa scelta. Dai dati del Miur sono oltre mille le famiglie che hanno scelto l’istruzione fai da te. I motivi? Diversi. Primo tra tutti quello etico/morale/pedagogico: dare al bambino un’ educazione che ne rispetti pienamente i tempi di adattamento-apprendimento, non uniformandolo agli altri e mantenendo la sua unicità e peculiarità. Un’educazione diversa, alternativa, in linea coi loro convincimenti e credi, soprattutto singola e non di gruppo come avviene nelle scuole tradizionali.

Migliore, peggiore o alla pari? Non è questo il punto. Il punto è che ogni famiglia può decidere, ne ha ampia facoltà a patto che ne abbia tutti i requisiti per fornire al proprio figlio l’istruzione di cui necessita per divenire un cittadino consapevole e responsabile.

Ora, visti i chiaro di luna attorno al tema vaccini, la home schooling potrebbe, perché no, diventare una via di fuga all’obbligo vaccinale.

Per la serie, fatta la legge trovata la scappatoia. Forse

Nessun testo alternativo automatico disponibile.