DOPO IL NUBIFRAGIO, LIVORNO CHIEDE LO STATO D’EMERGENZA

DI AGNESE TESTADIFERRO

La scena: la casa piena di acqua e fango con due genitori e due bambini tra le mura. Tutti dormono. Si salva la più piccola, Camilla di 3 anni. Si salva grazie ad un vicino e al nonno che abitava al primo piano, ma il nonno la porta in salvo, rientra, e non riesce più. Il buongiorno diventa un addio. Abitavano in un seminterrato. I nomi: Simone Ramacciotti di 37 anni, la moglie Glenda Garzelli, 36, il piccolo Filippo di quattro anni, il nonno Roberto Ramacciotti, 65 anni. Il luogo: viale Nazario Sauro, tra lo stadio e l’accademia navale, nella zona residenziale dell’Ardenza.

Tra le 2 e le 4 di domenica notte sono caduti su Livorno oltre 250 mm di pioggia. Un nubifragio senza precedenti.
Ore 10.47 di ieri, domenica 10 settembre, il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, twitta: «Abbiamo chiesto lo stato di calamità. #livorno è stata devastata dal #maltempo come mai prima d’ora». Passano poche ore e lo stato di calamità viene ottenuto.

Sei sono i morti, mentre la settima vittima a Livorno è stata privata della vita da un incidente stradale che, a quanto si apprende finora, non è collegabile al maltempo.
Mentre una famiglia viene distrutta, altre si dividono causa dispersi. Le ricerche continuano e si cercano, anche in mare, le tracce di due dispersi: Gianfranco Tampucci, 67 anni, e di Martina Bachini, 34 anni. Ad aspettare Martina c’è il marito, che ieri è stato trovato aggrappato a dei tronchi nel torrente Ardenza, a due chilometri dalla loro abitazione che si trova nel rione Collinaia.

Il ministro dell’Ambiente Galletti afferma, oltre alla proposta di un potente Centro Meteo Nazionale: “ciò che è accaduto è il frutto dei cambiamenti climatici e non solo. Come governo abbiamo stanziato milioni di euro per ripulire i fiumi e i tombini, questi soldi vanno spesi».

Alla domanda “ sipoteva evitare?” il primo cittadino afferma: «Sì, se ci fosse stata prevenzione. Le onde di piena hanno fatto tracimare molti fiumi e molte famiglie sono state letteralmente travolte. L’allerta meteo non lasciava presagire quanto è accaduto. Non ci aspettavamo questa situazione perché l’allarme dato dalla Protezione civile era arancione, invece ci siamo svegliati così. Dobbiamo smettere di gestire le situazioni per emergenze, invece dobbiamo porci su un piano di prevenzione. Serve stato di allerta ai massimi livelli, non è più un’emergenza locale ma nazionale». Ultimo appello: «Protezione Civile …accorrete con mezzi da tutta Italia».

Nel frattempo la viabilità sta riprendendo con l’apertura della superstrada Firenze-Pisa-Livorno. «A Livorno invito tutte le istituzioni a collaborare senza fare polemiche, mettendo al centro la comunità», ha detto stamane  Gentiloni al taglio del nastro di una scuola a Milano.