NIENTE IUS SOLI. L’ITALIA XENOFOBA VINCE ANCORA

DI UGO GUMPEL

Complimenti, alla parte xenofoba del Paese. Sono riusciti a convincere centinaia di migliaia di giovani nati o cresciuti in Italia, persone che hanno frequentate le scuole italiane, che magari mai hanno visitato il paese dei genitori, giovani che si sentono italiani, parlano l’italiano assai meglio degli autoctoni, in molti casi, sono riusciti a convincerli di non esser italiani.

Bene. Avete vinto. l’Italiano è soltanto chi è di sangue italiano. Il suolo non da nessuno diritto, soltanto quello di pagare l’occupazione del suolo pubblico.

Siate contenti. Avete creato i presupposti per una emigrazione di massa di giovani dalle belle speranze che andranno nei paesi di maggiore accoglienze, no, direi, di maggiore intelligenza, perché sanno di poter usufruire di giovani intraprendenti, vogliosi di farsi una strada, che non possono contare su vecchie case, storie antiche in questo paese che li ha visti e fatto crescere ma ora li espelle moralmente. Non siete come noi.
Un giorno, guardando indietro, dalle finestre di una casa in un altro paese, magari con piu pioggia e meno sole ma governato da gente più lungimirante, si ricorderanno con malinconia di quel paese che per loro era una volta la patria, ma che li ha rifiutati, visto in loro un pericolo.

Mentre il vero pericolo per quel Paese era la nostalgia del passato, il desiderio di chiusura, oltre al fatto chiaro e indiscutibile che quelle persone che hanno rifiutato i giovani nati da genitori non italiani non li fanno mica in casa loro, i figli.
Un paese siffatto è destinato a sparire. Ma vaglielo a dire, a quei vincitori della battaglia contro i 17enni “stranieri” in patria “loro”, che sarebbero stato nella migliore delle ipotesi proprio questi bravi e vogliosi giovani a versare pure i contributi per le loro pensioni, essendo un sistema di ripartizione; non fategli un discorso di demografia, di aspettative di vita, di pensioni, di ripartizione, insomma di futuro a uno che vive alla giornata, alla mercé della propaganda populista. I politici che la sanno meglio, non lo fanno, per paura, oppure calvacano la tigre dell’ignoranza. Un paese si gioca il suo futuro, espellendo anche coloro che ha educato e cresciuto in moltissimi casi molto bene. Peccato. Diventerà un paese per pochi.