NIENTE PONTIDA, PER LE DONNE EXTRACOMUNITARIE E PER LE LESBICHE

DI RAFFAELE VESCERA

A Pontida, città simbolo del carroccio, la giunta targata Lega Nord vieta i parcheggi rosa a donne extracomunitarie e gay e le battute sul web si sprecano, da “Pontida, donna svizzera incinta usa il parcheggio rosa, multata: è extracomunitaria”, a “Pontida: certificato di antiomosessualità per donne incinte o niente parcheggi rosa.” il sindaco leghista che ha avuto il coraggio di approvare tale tragicomica ordinanza si chiama Carozzi e non poteva mancare “Ma il Carozzi sul carroccio dove parcheggia?”

Certo che, dopo il sindaco leghista di non ricordo più quale veneto paesino che voleva alzare un muro di filo spinato per impedire a stranieri e forestieri l’ingresso in paese, e altre geniali amenità del genere, c’è da dire che la Lega le battute se le tira proprio, fino alle più classiche citazioni: “Per Einstein due cose erano infinite, l’universo e la stupidità umana, ma della prima non ne era sicuro” e “In quanto all’intelligenza, Woody Allen in una celebre battuta affermò che è un bene equamente diffuso nel mondo, tranne alcune vallate alpine.”

Il provvedimento leghista, votato da 8 componenti su 10 della Giunta comunale, ma ritirato dopo un giorno in seguito alle proteste, è di carattere chiaramente anticostituzionale per i contenuti discriminatori, anzi razzisti, contro donne straniere e lesbiche. La Repubblica, altri giornali e forze politiche gridano allo scandalo contro tale regolamento comunale per la gestione dei parcheggi rosa riservati a donne incinte che, voluto dall’assessore al Territorio, Ambiente ed Ecologia, Emil Mazzoleni, all’articolo 4 recita: “possono richiedere il rilascio gratuito di idoneo permesso risultante da tessera, esclusivamente le donne appartenenti a un nucleo familiare naturale e cittadine italiane o di un paese membro dell’Unione Europea”.

C’è poco da scandalizzarsi, è l’evoluzione naturale di un partito con forti connotazioni razziste, prima contro gli “extrapadani” e poi contro “gli extracomunitari”: c’è da aspettarsi questo e altro. Il problema riguarda chi come Berlusconi ci va a braccetto, portandolo al governo, con il suo seguito neofascista e chi, come il Pd, pur avversario a parole, pratica una politica paraleghista, dall’abbandono del Sud all’aiutiamoli a casa loro.

Per fortuna, a Pontida non tutti la pensano come i leghisti, Gionata Ghilardi, capogruppo di Viviamo Pontida ha dichiarato: “E’ una scelta inconcepibile. Non riesco quasi a trovare le parole per esprimere il mio dissenso. In pratica con questa decisione qualcuno sostiene che a Pontida esistono delle donne di serie A e di serie B. Si può essere più cattivi?”

Fatto sta che in Italia le manifestazioni a carattere razzista, seppure ritenute reato per legge, non sono punite quasi mai e ciò, insieme all’uso sconsiderato di certe Tv e giornali legati alla destra, che fanno leva su sentimenti irrazionali quali paura ed egoismo, oltre che sull’ignoranza, è causa del diffondersi di xenofobia e intolleranza. Che il prefetto di Bergamo prenda un provvedimento esemplare contro tali manifestazioni razziste sarebbe auspicabile. Se poi le donne extracomunitarie e quelle lesbiche vorranno organizzare a Pontida pacifiche giornate di orgoglio, come è avvenuto per quella “dell’orgoglio terrone” lo scorso maggio, allora ci sarà da ridere nel vedere tali leghisti presi dal terrore barricati in casa, elmi cornuti in testa e spade brandite, per difendersi dall’arrivo degli alieni.