DIVERSO PARERE.GIUSEPPINA GHERSI, UCCISA 72 ANNI FA. A GUERRA FINITA

DI CARLA VISTARINI

Leggo i giornali e mi imbatto questa mattina (come sempre purtroppo) in tante notizie preoccupanti: i missili di quell’irresponsabile di Kim, l’ennesima esplosione terroristica nella metro a Londra, lo scatto del vitalizio ( ce l’hanno fatta) per i parlamentari, e via discorrendo. Ma quella che mi ha più colpito e amareggiato riguarda una bambina di 13 anni, morta 72 anni fa.
Si chiamava Giuseppina Ghersi, e prima di oggi, confesso, non ne sapevo nulla. Vado a informarmi e scopro orrende verità antiche che tutti vogliono dimenticare, e ancora più orrende realtà di oggi. 72 anni fa finiva la seconda guerra mondiale. Una guerra che aveva massacrato l’Europa e altre parti del mondo, come solo le guerre sanno fare. Barbarie senza fine. Giuseppina, alla fine della guerra, che in Italia si data al 25 aprile del ’45, ha 13 anni. Suo padre è un fruttivendolo, mai iscritto al partito fascista ( è importante da ricordare), lei va a scuola. E’ una bambina come tante, è brava e sa scrivere bene i temi. Così, tempo prima, un suo tema aveva ricevuto un premio scolastico. Questo tipo di premi, allora come oggi, venivano sottoscritti dalle autorità competenti l’istruzione. E quindi, nel suo caso, l’attestato portava la firma di un’autorità “fascista”. Questo tema, fu la rovina di questa bambina di 13 anni. La mattina stessa del 25 aprile ( quindi sostanzialmente a guerra finita) fu sequestrata, da un gruppo di uomini “vincitori”, pestata, violentata per cinque giorni di seguito e infine uccisa con un colpo di pistola, e gettata in un mucchio di altri esseri umani, finiti allo stesso modo. La guerra è una cosa orrenda, dove ogni pietà è perduta, dove le più elementari ragioni dell’anima muoiono, con la dignità, l’umanità, l’onore. Ci si odia, le parti contrapposte si massacrano perdendo via via il senso delle cose, lottando per la lotta e per il partito preso, dimenticando tutto, persino se stessi. Perché la guerra porta solo guerra, odio e distruzione. E Giuseppina morì. La sua storia fu sepolta, perché quell’offesa a una bambina di 13 anni era un’offesa alla vita e all’umanità. Bisognava dimenticare. Però c’è sempre qualcuno che ricorda, che non si arrende all’oblio. Prima il suo papà, poi altri. E la storia triste e amara di questa bambina, pian piano è riemersa. A eterna vergogna di chi, epitome della follia odiosa della guerra, la vilipese. Oggi la città di Savona vorrebbe ricordare Giuseppina, con una targa. Ricordare con lei le vittime innocenti della brutalità umana. Ma niente. Giuseppina era “fascista” perché aveva vinto il premio col suo tema, e quindi si meritava la sua fine. Capite? Qualcuno, un’associazione (storica e influente) che non nominerò per sdegno perché questa reazione mi fa orrore, sostiene questo. Una bambina di 13 anni era fascista e quindi si meritava quella fine. A guerra finita. E niente targa. Sono sdegnata, mi vergogno per loro. Sono furibonda, a dire la verità. Perché finchè si negherà il ricordo di Giuseppina, si negherà la pace. E soprattutto non si ripartirà mai per una storia migliore tutti insieme.