DIVERSO PARERE. GIUSEPPINA GHERSI: UNO STUPRO PARTIGIANO?

DI SILVESTRO MONTANARO

Mia figlia ha tredici anni. Esattamente quanti ne aveva Giuseppina Ghersi quando fu sequestrata da un gruppo di partigiani del savonese e accusata di essere una spia fascista. Giuseppina, a 13 anni, venne, così raccontano le cronache, brutalmente violentata e torturata. Ed infine uccisa con un colpo di rivoltella.
In quel di Savona questa orribile storia diviene oggi terreno di allucinante conflitto. Da una parte c’è chi vorrebbe dedicare una targa a quella bambina, dall’altra il segretario provinciale dell’Anpi, l’associazione partigiani, che è contrario perchè “quella era una fascista”.
A 13 anni si è solo ragazzine.
Mettiamo pure il caso che Giuseppina, probabilmente “rea” di aver ricevuto pubblica lode dal partito fascista per un suo tema sul duce, all’età di 11 anni, si sia prestata a qualche azione di sostegno alle camice nere, per questo meritava stupro e morte?
Sarebbe ora di riconoscere che in quegli anni l’eroismo partigiano non fu esente da pagine di puro orrore che niente e nessuno può permettersi di occultare o giustificare.