COREA DEL NORD . SI RISCHIA LA GUERRA MONDIALE?

DI ALBERTO TAROZZI

Nella notte veniamo a sapere che un missile nordcoreano ha attraversato i cieli del Giappone. Non ne sentivamo la mancanza.
Nel dubbio se ciò che sta avvenendo in Estremo Oriente rappresenti un sia pure pericoloso gioco delle parti ovvero se costituisca un passo di una tragica escalation planetaria cui è difficile porre limiti, eravamo propensi a credere nella prima delle due ipotesi.

In fondo le sanzioni delle Nazioni Unite in materia di import export dell’economia di quel paese erano state il frutto di una mediazione che le aveva rese accettabili anche a Cina e Russia.
In fondo la stessa scesa in campo della pacifica (finora) Corea del Sud che aveva prefigurato un intervento delle proprie forze speciali al Nord per assassinare Kim, nella sua assurdità, pareva una fanfaronata speculare a quelle della vittima predestinata: quando mai, se vuoi fare fuori un governante nemico, lo avverti con così cortese sollecitudine?
Le affermazioni dello stesso Kim, sulla distruzione/incenerimento di Giappone e Stati Uniti, hanno acquisito nel tempo la rilevanza del prezzo di un prodotto sottoposto ai ritmi di una inflazione galoppante.

Tuttavia il nostro risveglio non è dei più tranquilli. Nella partita in atto una risposta al missile nordcoreano ci dovrà essere. Ancora sanzioni? Non ci crede più nessuno al loro effetto. Cosa ci riservano allora di nuovo i giorni che verranno?

Anche perché, se una catastrofe ha da essere sul pianeta terra, pare in declino l’ipotesi venezuelana.
Maduro ha tenuto meglio del previsto e, per chi non lo avesse capito, il viaggio del Papa in Colombia nel nome della Riconciliazione ha ammorbidito le ostilità tra Colombia e Venezuela, causate da residue tensioni dovute al rifugiarsi di gruppi armati della opposizione colombiana in territorio venezuelano. Un fenomeno che poteva fare di Bogotà la pista di lancio per un conflitto di ordine subcontinentale.

Ancora, nel Medio Oriente, il peggioramento della situazione con la scesa in campo di Israele e i suoi bombardamenti sulla Siria, se da un lato desta notevole e giustificato allarme, si offre a molteplici interpretazioni. La prima delle quali si riferisce a un mutamento del quadro politico che vede probabilmente in atto la tessitura di una rete diplomatica sotterranea tra Mosca e Tel Aviv.

All’apparenza dunque, sulla prospettiva-guerra, la Corea del Nord torna in primo piano.
Alla caduta dell’Unione Sovietica si era parlato di fine dell’equilibrio del terrore.
Oggi si parla solo di terrore.