CASALE MOFERRATO: ANCORA UNA DONNA AMMAZZATA

VANNI CAPOCCIA

Ancora una donna uccisa da un uomo in Italia, questa volta è accaduto a Casale in Piemonte.

O è un minorenne disturbato italiano o un uomo di varie nazionalità o un fratello che taglia a pezzi la sorella o per un motivo passionale o, come in questo caso, a seguito di un violento litigio c’è sempre una donna morta ammazzata, perché il problema non è il motivo o di nazionalità, ma di genere.

E’ evidente che in Italia c’è una questione maschile, di come gli uomini intendono sé stessi rispetto alle donne.

Quindi, accanto alla repressione dei femminicidi c’è da affrontare un problema sociale e culturale che riguarda il rapporto uomo donna, la rappresentazione che della donna danno settimanali e Tv, la solidarietà femminile che non esiste più a parte casi sporadici. Così come c’è il bisogno di abolire dal lessico sentimentale la frase “la mia donna” (ed anche “il mio uomo”) che da un senso di proprietà di un essere umano rispetto ad un altro.

C’è anche la necessità di far conoscere la presenza di servizi e centri antiviolenza. Dei quali non ci si può ricordare quando una donna viene uccisa o massacrata di botte. Vanno fatti conoscere prima dandogli luce e mezzi, consentendogli di poter raggiungere donne e ragazze in difficoltà prima delle violenze o della morte, e maschi aggressivi affinché possano controllare i loro impulsi.