TUTTO FACILE CONTRO IL VERONA. LA ROMA VINCE 3-0

DI GIACOMO MEINGATI
Tutto facile, effettivamente. Le schermaglie iniziali durano poco, e Alisson Becker questa sera le mani le ha usate solo per pregare, come suole fare prima di ogni match.
La Roma sembra l’esercito imperiale nella battaglia contro i germani che apre il gladiatore, e, in tre mosse, il Verona viene spazzato via.
La squadra di Pecchia, che avrebbe in verità alcuni buoni elementi, è però inerme. Aspetta, si schiaccia troppo senza proporre niente, la sua è una difesa male assortita, che fa acqua da tutte le parti, e che la Roma penetra come un coltello in un’anguria.
Prima il Ninja, Radja Nainggolan, che apre le danze capitalizzando una buona azione corale, poi una deliziosa finta a rientrare di Alessandro Florenzi seguita da un cross perfetto mettono Edin Dzeko nella condizione migliore per segnare il due a zero di testa, ed è sempre il cigno di Sarajevo a segnare con una zampata in allungo su suggerimento del connazionale Alex Kolarov il goal del definitivo tre a zero.
Tutto facile, effettivamente, ma questa partita alla Roma dice tante cose. Dice tre punti convincenti che servono a Di Francesco per zittire le critiche che lo hanno accompagnato in tutto questo periodo, dice che la squadra rispetto allo scorso anno ha molte più alternative credibili e quindi si possono ruotare gli uomini, elemento decisivo, questo, che lo scorso anno è mancato. Dice il ritorno di Alessandro Florenzi dopo l’inferno del doppio infortunio, dice che Monchi ha costruito una squadra fatta da giocatori di solida esperienza come Kolarov, Dzeko, De Rossi, armonizzati con alcuni veri gioielli che hanno le potenzialità per diventare grandi.
La completezza, la romanità e la sostanza di Lollo Pellegrini, la sontuosità di Patrik Schick, al debutto, e le delizie bizantine di quel talento cristallino che è Cengiz Ünder che, magari a parlare non parla nessuna lingua eccetto il turco, però coi piedi tende a farsi capire piuttosto bene, e questa sera lo ha dimostrato alla grande.
Avanti, dunque, passo dopo passo, senza concedere attenzione o cura alcuna alle malelingue, proprio ora che si inizia a vedere qualche barlume di vera bellezza.