SULLA VICENDA DI GIUSEPPINA GHERSI L’ANPI HA SBAGLIATO

DI MARCO SAPPINO

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Sulla vicenda della lapide in memoria della ragazzina filofascista stuprata a Noli dopo la Liberazione, per me, l’Anpi (locale, credo) ha sbagliato. Perché fu un episodio orrendo, uno degli innumerevoli che si consumarono in Italia per responsabilità della dittatura ventennale e della guerra sciagurata. Non offusca il patrimonio storico della Resistenza e della libertà riconquistata con il sangue accettare a testa alta di ricordare un atto efferato compiuto da partigiani. Alla causa della liberazione hanno contribuito anche dei farabutti, sai che scoperta, e certo gli animi non erano in perfetto equilibrio dopo tanta violenza e tanti dolori. Oggi che la cronaca dell’Italia civile ci porta ogni giorno stupri e femminicidi, francamente tanto più si potevano risparmiare la stizza, all’Anpi locale. Mi permetto di dirlo perché la tessera dell’Anpi è l’unica che ho in tasca, da un anno, per sostenere una forza decisiva nella battaglia referendaria sulla Costituzione, oltre a tutto il resto che evoca quell’associazione. Detto ciò, mi pare evidente che il gesto del centrodestra sulla vicenda di Noli si iscriva nella campagna di denigrazione qualunquista o neofascista della Resistenza. Non è altro che questo. Ma a una tale campagna non si reagisce come si fosse due parti contrapposte. Il mondo dell’antifascismo non è l’antagonista dei nuovi xenofobi, razzisti ecc., ma è il volto della Repubblica democratica. Va difesa la Repubblica nei suoi principi fondamentali, senza scendere in una polemica tra “opposti estremismi” di antica memoria…