TOCCAFONDI: “LA SCUOLA HA TROPPI PROBLEMI, DATECI ALTRI ANNI PER RIMEDIARE”

DI CHIARA FARIGU

“La scuola è piena di problemi, dovuti alla trascuratezza perdurata per decenni: il Governo non può fare miracoli, servono ancora degli anni per rimettere le cose a posto”.

A sostenerlo il sottosegretario all’Istruzione Gabriele Toccafondi, in area NcD in visita giorni fa presso un istituto scolastico di Firenze.
Alla dichiarazione segue l’elenco, piuttosto scarno visto che si ferma su due punti: edilizia (nel senso di ristrutturare gli edifici malconci e costruirne dei nuovi) e carenza di dirigenti scolastici, spesso costretti a prendere in reggenza più istituti oltre a dirigere il proprio.
Solo en passant qualche rammarico che in 40 anni sulla scuola italiana non si sia investito un granchè, né su personale, né su didattica nè sulle strutture.
Poi la solita narrazione che col governo Renzi è iniziata l’inversione di rotta con gli investimenti su edilizia, didattica e le assunzioni a tempo indeterminato.

Nessun mea culpa sugli orrori provocati dalla legge 107 conosciuta come #buonascuola e che tanti grattacapi pare abbia dato e continui a dare all’ex premier e a tutto il PD, visti i riscontri elettorali venuti meno. “Abbiamo sbagliato la comunicazione se al 95% degli insegnanti non piace la buona scuola”, dice Renzi.

No, non c’entra la comunicazione e che legge peggiore non poteva essere fatta. E ora che è andata a regime coi decreti attuativi è evidente a tutti, anche a chi si ostina a non voler vedere. Le stesse assunzioni, fatte malissimo e gestite coi piedi, non dimentichiamolo, non sono frutto di generosità improvvisa da parte del governo, ma fatte perché “ce lo chiedeva l’Europa”, ovvero ce lo imponeva la Corte Europea di Giustizia, pena forti sanzioni.

E le altre castagne bollenti? Che so, le migliaia di docenti che mancano soprattutto al Nord sia di matematica che di sostegno, le graduatorie da svuotare, la mobilitazione forzata dei neo-assunti, il rinnovo del contratto bloccato da 8 anni, la chiamata diretta osteggiata persino dai dirigenti?
E la “supplentite”, il male dei mali della scuola italiana non doveva sparire come per incanto con la 107? Ma quando mai! E’ viva e vegeta più e meglio di prima.

Questi sono solo alcuni esempi. Aggiungiamoci le strutture spesso fatiscenti, il 75% risulta non essere a norma (sono le prime a crollare nelle scosse telluriche), tempo pieno quasi inesistente (un alunno su due non ha accesso alla mensa scolastica), materiale didattico obsoleto e sempre più a carico delle famiglie, l’età dei docenti la più vecchia d’Europa …. e forse abbiamo un quadro più chiaro del carrozzone scuola. Ma ancora solo in parte. La scuola bisogna viverla per capirla, non la si narra.