PONTIDA: LEGA AL VERDE E BOSSI IN CASTIGO. E I GRILLINI? A RIMINI

DI RAFFAELE VESCERA

Si svolge oggi l’annuale kermesse della Lega Nord a Pontida, città simbolo del carroccio, salita agli onori della cronaca qualche giorno fa, per via del tragicomico divieto razzista di parcheggio alle donne incinte, non sposate, extracomunitarie e lesbiche, poi ritirato. Questa volta, il capobranco del popolo di barbari con le corna sarà il segretario Salvini, non sappiamo se per l’occasione si ripeteranno esibizioni di elmi cornuti, spade di cartone e rutti sonori, dovuti allo scorrere di fiumi di birra più che all’acqua sacra del Po. Quest’anno non ci sarà il fondatore e presidente Umberto Bossi, in apparente castigo per via della condanna per truffa a due anni e mezzo di carcere, comminatagli a Genova per l’uso disinvolto, anche personale e familiare, di una cinquantina di milioni di euro di fondi pubblici. Condanna che, al fine del recupero dei soldi truffati, ha spinto i giudici ad emettere un provvedimento di blocco dei conti correnti della Lega per 48 milioni di euro, lasciando le sue casse al verde (suo colore identitario per beffa del destino). Salvini accusa e chiama i giudici toghe rosse, alla Berlusconi, alleato della Lega, a sua volta coinvolto in scandali e condanne non di poco conto, e minaccia manifestazioni clamorose per annullare il blocco, lamentando di non poter fare politica, a partire dal raduno di oggi, senza fondi del finanziamento pubblico ai partiti.

Il M5S riesce a fare politica senza percepire soldi prelevati per legge dalle tasche dei cittadini, finanziandosi da sé anche il prossimo raduno pentastellato di Rimini, città felliniana nota per ben altri annuali raduni di carattere formigoniano, (altro noto campione di onestà politico-amministrativa) dove si riunisce la crème del potere italico.

Invero, il movimento di Grillo avrebbe potuto fare qualcosa di meglio scegliendo un’altra città, magari una simbolo del Sud, al solito escluso dalla partecipazione alle tavolate nazionali che contano, nonostante sia proprio il Sud a dare al M5S i maggiori consensi. Il M5S ha perso una ghiotta occasione per dare una lezione di giustizia alla politica nordcentrica italiana, facendo ad esempio il raduno a Matera, capitale europea della cultura del 2019, in Basilicata, regione senza autostrade, ferrovie e aeroporti, così condannata a vivere dall’italica gloriosa nazione, tra le regioni più povere, seppure la più ricca d’Italia per risorse naturali quali il petrolio e l’acqua. Oppure più avanti nella bellissima Calabria, regione più povera d’Europa, sempre per espressa determinazione della gloriosa nazione suddetta. O, tralasciando la Sardegna regione trattata quale colonia d’oltremare un secolo prima che accadesse alle Due Sicilie, addirittura in Trinacria, isola ritenuta la più bella del mondo per paesaggi, arte e antica cultura, non in migliori condizioni sociali delle altre regioni meridionali, visto che per fare una trecentina di km in treno, da Siracusa a Trapani, non bastano 14 (dico quattordici) ore. Il M5S, preferisce Rimini mentre avrebbe potuto deliziare i partecipanti in una regione quale la Sicilia, come ha fatto a settembre del 2016, dove tra l’altro fra due mesi si voterà per il rinnovo del consiglio regionale, che potrebbe esprimere il primo governatore grillino d’Italia, ma questa è un’altra storia.