KURDISTAN: USA CONTRO L’ INDIPENDENZA. MA SOLO PER FINTA

DI ENNIO REMONDINO

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La formula diplomatica è l’esaltazione della ipocrisia: «Gli Stati Uniti non sostengono il referendum per l’indipendenza del Kurdistan iracheno». Ma i soldati curdi in Siria sono decisivi.

La Casa bianca a far finta, Baghdad e Turchia a minacciare una guerra vera.

L’esaltazione del dire e non dire. «Gli Stati Uniti non sostengono la decisione del governo regionale del Kurdistan iracheno per svolgere il referendum sull’indipendenza questo mese, in quanto è fonte di instabilità in Iraq ed ostacola la lotta contro l’ISIS, pertanto dovrebbe essere abolito». Lo ha comunicato l’ufficio stampa della Casa Bianca.
“Gli Stati Uniti non sostengono” (non applaudono, non finanziano),e ,lo fanno soltanto per una questione di date, “questo mese”, solo perché creerà certamente difficoltà, se non guerre’, all’interno del blocco anti Isis.

Washington prova a prendere le distanze dai guai che cero verranno. «Il referendum in una regione contesa è particolarmente provocatorio e destabilizzante. A questo proposito chiediamo al governo regionale del Kurdistan iracheno di annullare il referendum e per avviare un dialogo serio e sostanziale con Baghdad, gli Stati Uniti sono pronti a sostenerlo».
Mossa fatta solo per farla, sapendo che la regione autonoma del Kurdistan iracheno non rinuncerà mai al referendum sulla secessione dall’Iraq del prossimo 25 settembre.
A Baghdad, ovviamente, il referendum è considerato illegale con il parlamento iracheno ha votato una mozione di condanna chiedendo “azioni necessarie a impedirlo”.

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