BAMBINATE, DI PIERGIORGIO PATERLINI: I CONTI CON LA STORIA DI UN GRUPPO DI ADOLESCENTI

DI ALESSANDRO GILIOLI

https://www.alganews.it

Che cosa sono l’etica, la morale, l’empatia, la tendenza a migliorarsi, l’interiorizzazione del rispetto per gli altri, l’attenzione e la solidarietà verso il più debole?

Sicuramente non qualcosa di innato. Non qualcosa che ci viene naturale, istintivo. Non qualcosa che appartiene quindi all’infanzia. Al contrario, può essere il frutto di un lungo, difficile e tutt’altro che scontato, percorso culturale ed esistenziale.

È questo il filo rosso su cui si dipana l’ultimo – splendido e angosciante – romanzo di Piergiorgio Paterlini, “Bambinate”, appena uscito per Einaudi.

È anche una specie di giallo – quindi niente spoiler – ma fondamentalmente è la storia di un gruppo di preadolescenti degli anni Sessanta, nella bassa padana, la cui provinciale crudeltà si accanisce in modo indicibile contro il più fragile e disgraziato di loro.

Gli adulti, diversi adulti, passano e vedono. Vedono ma non non guardano. Non intervengono. Fingono che siano tutte, appunto, “bambinate”.

Il protagonista del libro, l’io narrante, è in qualche modo tra i ragazzini persecutori. In una posizione defilata, ma di fatto complice. Potrebbe ribellarsi? Potrebbe intervenire? Potrebbe quanto meno chiamarsi fuori? Come che sia, non lo fa. E ne porterà il peso, nascosto da qualche parte della sua anima, per mezzo secolo, pur andandosene presto dalla campagna per intraprendere una carriera luminosa a New York.

Ovviamente il libro è (anche) la storia del ritorno, cinquant’anni dopo. Una cena organizzata via Facebook proprio per ritrovarsi tra ex compagni di classe. Un aereo dagli Stati Uniti. E tutti i conti che si riaprono.

Quale grado di consapevolezza rispetto alla gravità di quanto accaduto tanto tempo prima è maturato nei suoi protagonisti? Zero, o meno.

Quanta capacità di autoassoluzione consente invece all’essere umano di nascondersi le responsabilità, di sottovalutare il danno prodotto all’altro, la rovina di una vita altrui? Infinita, o più.

Il percorso etico, anche nel lungo arco di una vita, può essere nullo. I bambini crudeli possono diventare uomini indifferenti. E anche il protagonista farà una scelta che, forse, del mondarsi ha solo l’illusione.

Non è un libro di garrulo svago, quello di Paterlini: come tutti quelli che vanno a fondo nell’animo umano e nelle sue fogne.

Ma, al di là della sua forza letteraria, è un libro di battaglia culturale e civile. Perché ci ricorda – anzi ci urla – che il percorso verso la responsabilità, verso l’empatia, verso la solidarietà con l’altro, è una salita tutta in contromano.

Ma è una salita che dobbiamo affrontare, per non essere peggiori dei maiali che circondano la campagna padana in cui è ambientata la vicenda.

Per non far vincere – come sta accadendo proprio in questi mesi, in queste settimane, in Italia – la famosa e ripugnante “pancia”, la pancia del paese.