LE GIGINARIE: IL SUICIDIO POLITICO DEL MOVIMENTO 5 STELLE

DI LUCIO GIORDANO

Le ‘giginarie’ sono servite. Parteciperanno alla consultazione on line sette illustri e simpatici sconosciuti e poi lui, Luigi Di Maio. Primarie bulgare, poche storie. Perchè è chiaro che a vincerle sarà l’attuale vicepresidente della camera.  Sarebbe stato diverso se si fossero presentati Fico, Di Battista, o l’unico vero leader non riconosciuto del Movimento 5stelle, Nicola Morra? Forse sì. O forse no,  soprattutto se guardiamo la questione  nell’ottica dell’impatto mediatico. Dove Di Maio, con Dibba, è l’unico capace di scaldare gli elettori del Movimento.

Ma il problema è un altro. Il problema sono i fondamentali dei 5 stelle: uno vale uno, la democrazia diretta. Tutto buttato nel cesso. Perchè è chiaro che l’investitura di Di Maio viene  dall’alto, viene da Milano ed era stata già decisa da tempo. L’uomo che si ispira al segretario del partito popolare  Mariano Rajoy ( si, avete letto bene, Rajoy), il premier iberico travolto, con il suo partito, dagli scandali per corruzione e, secondo molti, uno degli alfieri del mondo della finanza internazionale, lavorava da candidato premier da mesi, nel direttorio a cinque  del Movimento. Grillo tifava per lui. E poi  Giggino piace non solo a molto elettori del movimento, ma anche al mondo delle banche. Un ammorbidimento tale rispetto alle origini, da non far riconoscere più  quelli che erano i 5 stelle degli esordi. Sembra passato un secolo, invece sono trascorsi  solo dieci anni. Gatta ci cova.

E infatti gli ortodossi dei M5s sono in subbuglio. Rumoreggiano.  Lo fa Fico, che non ha presentato la sua candidatura per protesta. Sottolineando che Di Maio non può essere contemporaneamente segretario di  partito  e candidato premier. MA soprattutto rumoreggia la base dura e pura, quella che credeva veramente nella democrazia diretta, nell’uno vale uno, nel mondo cambiato dal basso.   In molti già minacciano di lasciare i meet up, di non votare più il movimento, che credevano posizionato a sinistra. Che credevano portatore di  nobili ideali di rivoluzione culturale, sociale, politica del Paese.

Insomma, hanno vinto loro, ha vinto l’anima di destra del movimento: ormai ci sono pochi margini d’errore. Hanno vinto quelli che credono in un movimento che va a braccetto con i cosiddetti poteri forti. Hanno vinto le logiche delle vecchia politica, della rincorsa al potere, ai posti di comando. Con la benedizione di Grillo, che in queste ore è a Roma per placare gli animi. Ha vinto, senza tanti giri di parole, la frangia minoritaria del movimento  che, a sportellate, si è presa il movimento stesso.

Tanto varrebbe annullarle del tutto queste primarie bulgare. Questa farsa, come già la chiamano in molti. Il risultato è scontato e il danno d’immagine è enorme.   Ma probabilmente ormai non servirebbe più nemmeno  fermare la macchina organizzativa. Quello di ieri è forse il passo falso più grave del Movimento 5 stelle, dalla sua nascita ad oggi.  Chi voleva un pretesto per attaccare il M5s è servito. E il bello è che  glielo hanno servito su un piatto d’argento proprio quelli del Movimento. Perchè con questa mossa, Grillo e i suoi hanno dimostrato  di non essere diversi dagli altri partiti. Sembra di vedere le primarie del Pd, con due candidati sparring partner. O magari quelle della Lega Nord. Per non parlare di Berlusconi, che le primarie nemmeno le fa.

Un suicidio. Un suicidio politico. Ecco quel che è. Per la modalità e per la scelta di un candidato  acerbo,supponente,inesperto. Per non parlare delle tante gaffe dell’aspirante premier. Dopo i disastri combinati dal Pdl di Berlusconi e della Meloni, con l’appoggio della Lega Nord, dopo l’abisso in cui ci ha precipitati il governo Renzi, Beppe Grillo aveva l’Italia in mano. Chi credeva in un riscatto sociale e politico, credeva nel Movimento 5 stelle. Alla luce di quanto sta avvenendo, a meno che non si sia scelto appositamente  di perdere con l’incauta candidatura,  i grillini   rischiano di andare a sbattere contro il palo della luce. Dopo le elezioni, altro che Maalox: ci vorrà lo xanax per ridare morale agli iscritti del Movimento.