LEGGENDO TODISCO, PAROLE CHE NON CONOSCEVO: FEERICO, IMMITE, ANGUINAIE

DI MICHELE ANSELMI

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DOPO “FEERICO”, ALTRE DUE PAROLE CHE NON CONOSCEVO
SEMPRE LEGGENDO TODISCO: ECCO “IMMITE” E “ANGUINAIE”

Continuo a leggere con un certo appetito, benché sia quasi alla fine purtroppo, un bel romanzo dimenticato di Alfredo Todisco, “Il corpo” risalente al 1972 (Rusconi Editore). Qualche giorno fa mi sono imbattuto in un aggettivo mai sentito prima, “feerico”, che ho poi scoperto significa “proprio del mondo delle fate; magico, fiabesco; estens., fantastico, irreale: paesaggio f.; fantasmagorico” (grazie agli amici di Facebook che sono intervenuti, incuriositi, sul tema, lo scorso 13 settembre).
Adesso è la volta di altre due parole a me francamente sconosciute: “immite” e “anguinaie”. Naturalmente si vive tranquillamente senza conoscerne il significato, e tuttavia, nel momento in cui la conduttrice del tg di La7 Francesca Fanuela spiazza tutti a ora di cena sparando un “ontologicamente”, ho voluto dare uno sguardo al dizionario per capire meglio, saperne di più. Il romanzo, sotto forma di diario privato, è una sorta di disperato inno al corpo stordente di una ragazza ventiduenne, Milena, che strega il maturo copywriter e ne risveglia i sensi, in un’alternanza di desiderio avvampante e distacco senile.
Scrive Todisco, nel finale ambientato su una rischiosa e magica spiaggia somala a 80 chilometri da Mogadiscio: “L’orlo delle dune, oltre le quali cominciava l’immite deserto di sabbia, era un pezzo di luna”. “Immite” viene dal latino immitis, in senso figurato significa “efferato, impietoso, crudele, disumano”, ma in questo caso, trattandosi di paesaggio, direi “brusco, agro, acerbo”.
Quanto alle “anguinaie”, il termine arriva sempre da lontano, addirittura da Dante e Boccaccio, e sta per inguine, preferibilmente femminile. Infatti scrive Todisco: “Anche quando l’ho penetrata fra le anguinaie finalmente concesse, sono rimasto attonito ma quieto spettatore. Ho vissuto quei momenti con la mente più che con i sensi, stranamente ritratti. Era in me un paradiso freddo”. Leggendo c’è sempre qualcosa di bello da imparare.

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