ALTRA GOLEADA DELLA ROMA, BENEVENTO PIEGATO 4 – 0

DI GIACOMO MEINGATI
Tredici minuti.
Tanto è durata la contesa a Benevento. Tredici minuti in cui la squadra di casa oppone all’assedio dei giallorossi voglia, grinta, gamba e solidità.
Ma è un gigante di argilla, quello dei padroni di casa, e basta un sassolino per buttarlo giù.
Il sassolino in questione si chiama Edin Dzeko, che non può davvero sbagliare il goal dell’uno a zero sul cross forte, teso e convinto del suo connazionale Alex Kolarov, per rapporto qualità prezzo uno dei migliori acquisti dell’ultima sessione di mercato dell’intera serie A.
Dopo il goal di Dzeko mentalmente il Benevento non c’è più, e inizia a crollare come la costruzione del domino quando cade la prima tessera. Passano una decina di minuti infatti, e Maxime Gonalons lancia in corsa Bruno Peres con una palla deliziosa, il terzino brasiliano crossa e nel tentativo di impedire a Dzeko il goal è un difensore del Benevento, Lucioni, a buttarla nella sua porta.
Tessera dopo tessera il Benevento frana, ed è un errore di impostazione grossolano a imbeccare il destro di Dzeko, che taccia una parabola a giro imparabile per la doppietta personale, il quinto goal in cinque partite e il tre a zero della Roma.
Sarà il solito Kolarov a provocare con un cross forte e teso il secondo autogol dei padroni di casa, ma quando questo accade di fatto la partita non è più da un pezzo.
La Roma continua la girandola dei nomi e il robusto turnover, e le prestazioni restano convincenti, gli schemi si fluidificano e riescono con più naturalezza ai calciatori di Di Francesco, che stanno pian piano acquisendo gli automatismi provati in allenamento, e stanno sciogliendo l’iniziale rigidità nell’interpretare il gioco voluto dall’allenatore.
Testa all’Udinese ora, partita cui la squadra e i tifosi possono approcciare con il morale alto e con la possibilità di sognare, e se pensiamo che sono ancora indisponibili Rick Karsdorp e Patrik Schick, due dei pezzi più pregiati dell’ottima campagna acquisti del ds Monchi, possiamo davvero dire che il meglio deve ancora venire.