SCANDALO ALLA SAPIENZA: 5 DOCENTI A PROCESSO

DI CECILIA CHIAVISTELLI

Corruzione. La pesante accusa penderebbe su cinque professori di diritto della Sapienza. L’indagine del pm Giorgio Orano, scaturita da una intercettazione della Guardia di Finanza di Bari avrebbe stabilito che i baroni universitari si promettevano scambi di favori come quello che sarebbe emerso nella telefonata riguardo le votazioni per il conferimento delle cattedre, destinandole ai propri favoriti.
Tra i cinque, che il gip Fabio Mostarda, ha deciso di sottoporre a processo, non vi sarebbero stati passaggi di denaro, ma solo piccoli espedienti come la promessa di una carriera più veloce o incarichi più importanti.
Allievi e amici, i favoriti dei docenti universitari sotto inchiesta, avrebbero potuto così contare sul privilegio di una carriera brillante ottenuta senza considerazioni basate sul proprio curriculum o su specifiche qualità personali.
Esami truccati, cattedre e carriere pilotate.
Un voto nella commissione concorsi per favorire il proprio beniamino sarebbe stato sufficiente per una promozione, oppure un ruolo, molto ambito, di diritto costituzionale all’università privata Europea di Roma.
L’udienza ora dovrebbe stabilire se le cattedre assegnate siano state oggetto di favore oppure date per competenze effettive.

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