SIAMO IN GUERRA. LA TERZA GUERRA MONDIALE: TUTTA FINANZA E POCHE ARMI

DI LUCIO GIORDANO

 

  • A cinque anni di distanza da quanto scritto qui,   siamo ora alla  svolta tanto attesa. Come andrà a finire questo conflitto mondiale tutto economico? Intanto segnatevi un nome: Rayanair. La vicenda della compagnia aerea irlandese  puo’ essere infatti  il punto di rottura, l’inizio della sconfitta di un capitalismo che in questi anni è diventato sempre più  feroce. E sempre più stupido.
  • La conferma che il mondo della finanza ci ha dichiarato guerra, arriva con un’intervista rilasciata qualche giorno fa al quotidiano conservatore Seuddeutsche Zeitung,  da Jens Weidmann,  presidente della Bundesbank, la banca centrale tedesca. Poche, gelide parole le sue,  a commento della situazione greca. ” Se ad Atene, diceva in sostanza Weidmann che è anche membro della Bce, vincesse la sinistra radicale di Syriza, contraria ai duri piani di austerità imposti dall’Europa al popolo Ellenico, allora l’Unione Europa si sentirebbe autorizzata a negare gli aiuti alla Grecia”.
  • Negare gli aiuti? E perchè mai? Solo per l’esito di un voto diverso da quello auspicato dalla Bce? La cosa puzza di ricatto. Anzi, lo è. Certo Weidmann, schierato con i falchi di Berlino,  preferirebbe che a vincere fosse il partito nazista di Alba dorata. Peccato che gli zombie della storia recente, in Grecia,  non arrivino al 6 per cento.
  • Ma comunque sia, una dichiarazione del genere, pronunciata  da un personaggio di spicco dell’economia internazionale, è la prova provata che il mondo della finanza , il mondo delle banche, fanno sul serio. Non ammettono la ribellione della democrazia. Di più: non accettano proprio  le regole del gioco democratico. Volando il più basso possibile: è come se, vedendo  la sconfitta avvicinarsi, la squadra dei più bulli si portasse via il pallone, interrompendo l’incontro di calcio. Perchè poi è questo il concetto di fondo. I bulli  ci hanno attaccati, senza nemmeno una dichiarazione di guerra. Convinti della loro forza erano certi di poter stritolare il 90 per cento della popolazione, con la potenza del denaro.
  • Ma i soldi quasi mai sono sinonimo di intelligenza. Semmai di furbizia, di spregiudicatezza. E cosi, con stupefacente, maldestra  incapacità, i rapaci della finanza hanno provocato il crack di Lehmann Brothers del 2008. Poco astuti hanno perseverato in quella orribile catena di Sant’Antonio che, come in tutte le catene di Sant’Antonio, lascia sempre qualcuno con il cerino in mano. Per rimediare dunque  ai disastri  da loro stessi creati,  non restava altro che  ripianare   i debiti,  facendoli pagare a quel 90 per cento del mondo che, certo, al gioco dei banchieri senza scrupoli non avrebbe voluto giocare.
  • Stretta del credito, ricette puzzolenti per rilanciare la crescita, come il fiscal compact o l’abominevole meccanismo europeo di stabilità. Infine,  stato sociale devastato. Per la finanza sembrava però ancora possibile una vittoriosa guerra lampo. Fondamentale era chetare l’altro 90 per cento della popolazione con la minaccia, neanche poi tanto velata, di non fare ripartire il mercato, la produzione, il benessere.
  • E invece,  questo conflitto trasversale che non si combatte tra una nazione e l’altra ma tra un ceto sociale  e il resto del mondo, ha preso una piega diversa. Un anno fa gli indignados spagnoli hanno risposto alle bombe della finanza con l’occupazione pacifica di Puerta del sol. Madrid. Poi, al grido di ‘Il debito è vostro e noi non lo paghiamo’ è arrivata Occupy wall street a New York. E ora, a dodici  mesi di distanza da quel primo segnale di speranza per tutte le democrazie del mondo, per i popoli civili , ecco  altre  piazze stracolme: da Atene a Lisbona, da Londra a Sidney, da Francoforte al Brasile. Ecco anche  voti degli elettori che demoliscono in un colpo solo le destre di tutto il mondo. In Francia, come nella Germania della cancelliera Angela Merkel.
  • Dopo l’ennesimo, tragicomico caso di Voldemort, pezzo grosso della Banca d’affari Jp Morgan, si è capito insomma che con questa classe dirigente che continua a scappare con il malloppo,  dopo aver provocato sciagure  disseminando di titoli tossici il pianeta, non ci sarà crescita economica. Nè ora nè mai. Perchè è sempre più chiaro che liberismo e capitalismo sono morti.
  • Del resto, non ci sono ricette valide per chi non ha interesse a condividere il benessere mondiale. Altrimenti i governi di destra, da troppi anni al potere, avrebbero già adottato le uniche  teorie economiche possibili in tempi  di crisi: quelle Keynesiane. Ma come la Germania di Hitler ad un passo dal tracollo, dopo la campagna di Stalingrado del 1942, anche la finanza mondiale   e le banche d’affari, ormai in serissima difficoltà,  hanno un solo modo per provare  a vincere la guerra: attaccare  a testa bassa il nemico, quel famoso 90 per cento, affrettando i tempi della battaglia finale. Come? Mettendo alla guida dei governi personaggi  che siano espressione  della finanza mondiale, appoggiando i partiti della destra xenofoba e intollerante, soffiando sulla rivolta sociale di tutti i Paesi. Giustificando in questo modo,   e in un secondo momento, l’instaurazione delle dittature.
  • In un precedente editoriale che trattava argomenti simili, mi chiedevo come sarebbe finita questa terza guerra mondiale. Adesso le idee sono molto più chiare. Penso che i tempi saranno meno brevi del previsto. Lo scontro sarà duro, difficile. Senza esclusione di colpi. E speriamo che non si arrivi ad un conflitto vero. Armato.   Ma alla fine sarà una svolta epocale, molto più di quanto lo sia stata la seconda guerra mondiale. Il capitalismo autoritario, dalla sua ha soldi e cinismo. La democrazia, numeri e intelligenza.
  • Ecco, far vincere la democrazia, far trionfare il benessere diffuso, dipende solo da noi. Ma sono convinto che quel 90 per cento di persone attaccate a tradimento, ce la farà a sconfiggere le forze del male. Ci riuscirà   al grido di Ubuntu. Per chi non lo sapesse Ubuntu, nella cultura africana Xhosa, vuol dire: ‘Io sono perchè noi siamo’. Vagonate di solidarietà, niente più egoismi. Che poi  è l’unico modo per convivere in pace e felici. In un benessere diffuso.
  • Pubblicato il 13 maggio 2012. Ore 22.58