STUPRI E DELITTI: NON LEGGI SPECIALI MA OSPEDALI PSICHIATRICI

DI CARLO PATRIGNANI

Un fine estate nero, per stupri ripetuti, in spiaggia o nel parco, intervallati da delitti efferati, senza o per futili motivi, compiuti dai loro autori con lucidità e freddezza.

E’ un’emergenza sociale? Dai dati del Viminale non sembrerebbe: da gennaio a luglio 2017, gli stupri sono stati 2.333 contro i 2.345 dello stesso periodo 2016; i delitti nel 2016 hanno toccato il minimo storico: 397, pari a 0,65 morti violente ogni 100mila abitanti.

Eppure, la domanda ha un senso per l’effetto, devastante, che questi atti violenti e inumani producono nell’opinione pubblica, in qualunque persona di buon senso.

[…] Però, ecco un’emergenza l’abbiamo: l’emergenza matti, osserva su La Stampa, Mattia Feltri. E Giovanni Barbagallo il Sindaco di Trecastagni, dove un ragazzo di 26 anni è accusato di aver sequestrato e violentato, per alcune ore, la 51enne dottoressa in servizio alla guardia medica del paese, rivela: il ragazzo è stato in passato sottoposto al trattamento sanitario obbligatorio. Ma tornato a casa tutto è ricominciato: sono amareggiato. Ho attivato i servizi sociali ma gli enti locali hanno le armi spuntate. Ci vorrebbero strutture adeguate per seguire queste persone.

E più delle leggi speciali o dell’impiego delle forze dell’ordine o della castazione chimica che non è una terapia, quel che servirebbe, serve è la rivisitazione della legge Basaglia, la 180, con cui, ormai 39 anni fa, si sono chiusi i manicomi-lager ma, nei fatti, si è abolita qualsiasi ricerca per la cura della malattia mentale, data per inesistente.

Giorni fa lo psichiatra e psicoterapeuta Martino Riggio ha posto la questione, in un’intervista a Alganews: non parlo dei manicomi, so fin troppo bene come erano. Basta solo dire che i malati perdevano i diritti civili e non potevano, se picchiati, neppure sporgere denuncia. So benissimo che i manicomi diventavano spesso il mezzo con cui si allontavano da ‘buone famiglie’, figli un pò troppo ribelli. Ma io non intendo quello. Intendo ospedali psichiatrici dove possono essere ricoverati e curati, per un tempo debito, stabilito dagli psichiatri, con tutte le debite garazie, i malati psichiatrici.

E ha aggiunto: allo stato attuale questa possibilità non c’è e questo fa sì non che vadano in giro pericolosi delinquenti da dover rinchiudere, ma che restino fuori dal circuito reale di assistenza e di cura, dei malati che certamente, da soli, non guariranno mai.

Un messaggio chiaro rivolto ovviamente alle Istituzioni, in primis, per competenza, al Ministero della Salute: le ispezioni disposte dal Ministro Lorenzin sull’intero territorio nazionale per verificare le condizioni di lavoro dei medici, alla luce di quanto successo a Trecastagni, vanno bene, ma non risolvono il problema di fondo che quotidianamente si ripropone: la possibilità di curare, per il tempo necessario, deciso dallo psichiatra, i soggetti affetti da patologie psichiatriche in strutture adeguate, gli ospedali psichiatrici, anche in considerazione del fatto che la 180 – come ha chiarito Riggionessuno ce l’ha copiata.