QUALE SARÀ IL FILM ITALIANO CANDIDATO ALL’OSCAR? MISTERO DELL’ANICA

DI MICHELE ANSELMI

Sarà di sicuro una sciocchezza, un argomento per addetti ai lavori, ci sono ben altri problemi nel mondo, certo. Però annoto che, alle 15,45 del 20 settembre, non si conosce ancora la composizione della commissione di esperti che il 26 settembre mattina, quindi tra meno di sei giorni, dovrà riunirsi all’Anica, un po’ la Confindustria del cinema, per decidere quale titolo tricolore designare in vista degli Oscar, nella speranza che finisca nella cinquina per “il miglior film straniero” (cioè non parlato in inglese).
Perché tanto ritardo? Evidente. Si temono conflitti di interesse, tutti conoscono tutti nell’ambiente, mica facile scegliere i produttori, i registi e i distributori da ingaggiare per il rito annuale. Coi critici e i giornalisti è più semplice. Quindi, rispetto alla tradizione invalsa da tempo, i signori dell’Anica nell’era Rutelli hanno preferito prima far conoscere i 14 film che si sono auto-candidati, pure pagando, e poi mettere a punto la selezione dei “giurati”. L’unico sicuro è Nicola Borrelli, capo della ministeriale Direzione cinema. Gli altri? Si sta molto “sondando” al telefono, per evitare appunto conflitti di interessi, ma anche semplici imbarazzi o figuracce. Ci si chiede però: chiunque faccia parte della commissione riuscirà a vedere in tempo tutti i 14 film per esprimersi con cognizione di causa?
Curioso, però. Il regolamento dice che i film debbono essere usciti in sala tra il 1° ottobre dell’anno precedente e il 30 settembre dell’anno in corso. La commissione si riunirà il 26 mattina per scegliere il film in questione, ma nel mazzo c’è “Una famiglia” di Sebastiano Riso, che tuttavia, dopo la tribolata anteprima alla Mostra di Venezia, esce nei cinema solo il 28 settembre, per il rotto della cuffia, due giorni prima del limite massimo e due giorni dopo lo scrutinio. Non era più saggio e cristallino far riunire la commissione, mettiamo, venerdì 29 settembre? No, siamo in Italia: tutto dev’essere sempre fatto un po’ male.
In compenso ha ragione l’ironico Francesco Bruni, che gareggia col suo notevole “Tutto quello che vuoi” e in passato ha fatto parte del delicato consesso, quando scrive su Facebook: “Vabbè, ma quest’anno non c’è da pestare i piedi a nessuno di importante. La vera patata bollente è fare parte della commissione in anni in cui concorrono i mammasantissima (permalosissimi!)”. Sacrosanto: e allora perché tanto ritardo?