AAA CERCASI POSTO FISSO DELLA POLIZIA NEI LUOGHI DI CURA

DI AGNESE TESTADIFERRO

Ei fu. Caro presidio di Polizia, dove te ne sei andato?

Scatta la domanda: perché non ci sono più presidi di polizia negli ospedali? Succede spesso che delle cose mancanze ce ne accorgiamo quando “è ormai troppo tardi”.

«Sono profondamente sconvolta come donna, ma anche tanto come professionista. Direi quasi umiliata. Io sono qui (alla trasmissione Mediaset Mattino Cinque del 22.9.17 ndr) perché voglio ribadire, per l’ennesima volta, che noi medici che ci prestiamo a lavorare la notte all’interno delle guardie mediche non possiamo essere più alla mercè del primo malintenzionato che decide di farci del male». A parlare è la 50enne dott.ssa violentata nel cuore della notte di martedì 19 settembre, mentre era di guardia a Trecastagni nel Catanese.
Nelle regioni sono qualche anno che qualcuno si mobilita con appelli del tipo “dateci la polizia negli ospedali o nei posti di cura!”.

Di seguito tre richieste a seguito di tre casi, un tre diverse parti d’Italia: nord, centro e sud.

Anno 2012, Sicilia: «Da dieci anni sollecitiamo l’istituzione di un presidio di polizia, non abbiamo mai avuto riscontro in merito», così il direttore sanitario dell’Ospedale Maggiore, Piero Bonomo. Ps. Siamo nel 2017, il dr Bonomo c’è ancora, ma il presidio no.
Anno 2016, Veneto: «Bisogna intervenire subito per risolvere il problema della totale assenza di un posto di controllo all’interno del pronto soccorso del Ca’Foncello a garanzia degli operatori e degli utenti», così premeva Christian Schiavon, segretario cittadino della Lega Nord, a seguito dell’aggressione notturna ad un infermiere dell’Usl9 di Treviso perché non dava (la privacy non lo permette ndr) informazioni su un ricoverato.
Anno 2017, Toscana: «La situazione rischia di diventare esplosiva, serve una postazione di Polizia h24 all’Ospedale Santo Stefano di Prato. Non vogliamo che si ripeta un nuovo caso 2009», così ha dichiarato Roberto Cesario, responsabile territoriale del Nursind (Sindacato delle Professioni Infermieristiche) dopo l’aggressione di ieri mattina (22 settembre ndr) nei confronti di un’infermiera al Pronto soccorso di Prato. «C’è forte preoccupazione tra il personale ospedaliero, che ancora ricorda il caso del 2009, quando un uomo venne aggredito nel parcheggio e morì in seguito alle ferite riportate. E’ assurdo e impensabile che in un ospedale di una città come Prato, non ci sia un posto di Polizia aperto 24 ore su 24, ma ci si affidi invece unicamente alle guardie giurate, che svolgono sempre un lavoro preciso e accurato, rischiando per primi la propria vita» ma che per casi simili possono solo telefonare al 113 in prima persona.

Dato che tra tagli e quant’altro la motivazione dei piani alti è quasi sempre pronta quando qualcosa manca, perché non smuovere un po’ le acque prendendo esempio da Genova? A giugno la Uil Liguria e Il sindacato di Polizia Siap hanno promosso sul territorio dell’Area metropolitana di Genova una raccolta firme per il Prefetto e al Questore di Genova, al fine di ripristinare i presidi di Polizia negli ospedali genovesi. E alcuni sono già stati attivati!

Altro esempio positivo viene dalla Calabria ed è datato 3 agosto 2012: Quel giorno d’estate è stata approvata la mozione, su proposta del segretario questore Giovanni Nucera, che esortava il Ministero dell’Interno a ripristinare i Posti fissi di Polizia nelle strutture ospedaliere della Regione Calabria. Il Consiglio regionale ha poi dato mandato al Presidente dell’Assemblea, Francesco Talarico, affinché si mobilitasse a predisporre «attraverso le Autorità Territoriali di Governo, posti fissi della Polizia di Stato con turni di 24 ore, per prevenire e disincentivare le ormai diffuse ed incivili manifestazioni che mortificano la dignità degli operatori sanitari a tutti i livelli di rappresentanza». Tra gli esempi calabresi, una stanzetta idonea ad ospitare un agente nell’Ospedale ospedale Jazzolino di Vibo Valentia con il compito di intervenire in casi particolari, e sul quale possono fare affidamento, lavorando anche con più serenità, gli operatori dell’ospedale.