REPUBBLICA CECA. NON UN MIGRANTE FRA I RICHIEDENTI ASILO 

DI CECILIA CHIAVISTELLI


Alla fine di agosto di quest’anno, solo 974 stranieri hanno presentato domanda di asilo nella Repubblica Ceca. Il dato risulta il più basso degli ultimi anni. La maggior parte dei richiedenti asilo sono ucraini. Lo rivela il Dipartimento per l’Asilo e la Politica Migratoria del Ministero dell’Interno che presentato una relazione aggiornata in questi giorni.

Nella classifica generale oltre alle persone originarie dall’Ucraina che sono circa 324 e occupano il primo posto, ci sono 90 cittadini dell’ Azerbaigian e 19 domande sono state presentate da genti della Georgia.
Altre richieste provengono da soggetti provenienti da Armenia, Siria, Vietnam, Cuba, Iraq e Russia. Tra queste nazionalità l’iracheni hanno fatto domanda in numero minore rispetto allo scorso anno. Secondo il giornale Ceské Noviny il picco dello scorso anno corrisponderebbe al progetto di reinsediamento di profughi cristiani dall’Iraq, che il governo ceco ha bloccato dopo che la maggior parte dei profughi ha scelto di andare in Germania e altri di tornare al paese di origine.
Dai dati del Ministero degli esteri risulta che la politica della Cechia per quanto riguarda immigrati provenienti dall’Africa e dal Medio Oriente non è cambiata anzi il suo “muro” continua a persistere, osteggiando qualsiasi possibilità.
Per i popoli ucraini c’è una questione storica che determina la flessibilità ceca. Infatti, a metà degli anni cinquanta del diciannovesimo secolo, un gruppo di emigranti provenienti dalla attuale Cechia furono ospitati in quella parte della Russia che ora è l’Ucraina. Forse a distanza di tanti anni continua a persistere la credenza che una parte del sangue ceco esiste in quelle persone che decidono di richiedere asilo.
Gli altri richiedenti provengono dalle provincie dell’ex Unione Sovietica sfaldata dopo il 1989, e forse anche per loro esiste una giustificazione da ex aderenti alla stessa bandiera. Però sempre immigrati sono.
Quindi anche nella Cechia è un problema di colore della pelle?

Oppure gli immigrati provenienti dagli sbarchi a Lampedusa o dalla rotta dei Balcani non sono desiderati perché lo chiede l’Europa e questo suona come un imposizione in un nuovo contesto comunitario dove la Repubblica Ceca una delle ultime arrivate.
Allora forse l’adesione della Cechia alla Comunità Europea ha rappresentato solo un sistema per scappare dalle grinfie pericolose della madre Russia che in un futuro potrebbe sempre assoggettarli in qualche modo, anche “morbidamente” con una influenza su interessi economici.
Ma far parte della Comunità Europea significa anche partecipazione e condivisione delle stesse emergenze. E quando si tratta di uomini non si parla solo di necessità. Si parla di uomini.