SIAMO TUTTI SINDACO DI LICATA

DI LUCA SOLDI

La Mafia, ( quale altro nome dare?) si riaffaccia a Licata dove alcune settimane addietro il sindaco era stato costretto alle dimissione da una politica quantomeno appiattita ed impaurita quando non dolosamente complice.
Adesso erano tornate le attenzioni, visto che il comune era stato ridato in mano ad un commissario straordinario del governo che aveva ereditato il compito di mettere mano alle demolizioni delle case abusive.
Siamo a Licata, comune agrigentino di 38mila abitanti con 17mila immobili non regolari e 11mila domande di condono edilizio, che sta vivendo un difficile periodo di contrasto verso una illegalità diffusa per un sistema mafioso che aveva permesso fino a oggi, di costruire impunemente qualsiasi genere di immobile.

Un contrasto condiviso da tanti cittadini di Licata che ha permesso più che in ogni altro luogo dì Sicilia, di far emergere un sistema che ha tollerato ed avvallato, condiviso un sistema che ha fatto del male a tutta la comunità.
Il commissario straordinario del comune, Maria Grazia Brandara, 61 anni, insediata dopo la sfiducia al sindaco antiabusivismo Angelo Cambiano sta però subendo a sua volta numerose minacce ed adesso anche lei è costretta ad essere protetta dalla scorta.
Il provvedimento di tutela nei suoi confronti era scattato già nel mese di agosto ma adesso le minacce rischiano di essere preoccupanti.
Il punto massimo delle intimidazioni è arrivato con un chiaro avvertimento mafioso.
Una lettera arrivata mercoledì scorso al Comune di Licata, mentre la Brandara si trovava a Roma e che non lascia dubbi sulle interpretazioni: ”Rischiati a toccare le nostre case e sei morta, ti sgozziamo via, fai una sola cosa contro di noi e ti scanniamo. Ti seguiamo e ti controlliamo a vista. Sappiamo dove abiti – continua la lettera anonima- a Palermo in via… e dove abiti a Naro in via…, grandissima…tornatene al tuo paese scappa fino a che sei in tempo, quando meno te l’aspetti ti spariamo. La cassa è già pronta”. Il messaggio mafioso si conclude con l’immagine di una cassa da morto aperta e vuota.
Maria Grazia Brandara non era certo persona da intimidire facilmente, già in altre occasione ha ricoperto incarichi delicati ma questa volta non ha dubbi, si è superato ogni limite: ”Ho ricevuto tante minacce e intimidazioni. Ma questa mi fa paura: sanno dove vivo. Sono ospite di amici e non abito a casa mia a Palermo. E loro lo sanno. Sono angosciata”.
La Brandara ha dei trascorsi importanti di impegno politico e istituzionale: impiegata dell’Agenzia delle entrate a Catania, un lontano passato da democristiana.
È stata eletta deputato regionale all’Ars con la Casa delle Libertà con Cuffaro presidente, mentre adesso si dichiara vicina al governatore Rosario Crocetta.
È stata consigliere provinciale, sindaco di Naro e commissario dell’Istituto regionale per lo sviluppo e le attività produttive.
Ed era stata proprio lei, nel precedente incarico da commissario a Licata, nel 2014-2015, a stanziare i fondi per le demolizioni delle case abusive, passando poi ad Angelo Cambiano, il sindaco che aveva raccolto il suo impegno di lotta all’abusivismo edilizio.
Il commissario appare molto scosso ed afferma: ”Ho paura. Non so se rimanere o andarmene. Mi prendo qualche giorno per riflettere. Questa cosa arriva in un brutto momento: ho perso da poco mio fratello e già ero angosciata”.
Subito è arrivata la solidarietà dell’ex sindaco Cambiano che ha dimostrato la sua vicinanza: “Questa intimidazione è il segnale chiaro, inequivocabile, che le istituzioni devono iniziare a fare squadra e che la politica deve tornare a governare il territorio e non andare alla ricerca del consenso. Non si possono lasciare i sindaci da soli a porre rimedio a 30 anni di abbandono del territorio”.

Anche il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, ha voluto dare un segno di solidarietà: “La lettera di minacce non è soltanto terrificante, ma rappresenta una concreta minaccia alla vita dell’attuale commissario del comune di Licata”. In molti si sono affrettati a dichiarare solidarietà ma nel corso di una intervista televisiva la Brandara ha voluto puntare il dito contro la politica locale decisamente colpevole di essere poco chiara e di non voler prendere una posizione definita.
Una posizione che sicuramente ha alimentato una condizione di impunità acquisita e non più esecrabile.
Da qui un appello, da parte del commissario Brandara, non solo alla Sicilia ma a tutto il Paese, per una denuncia contro chi minaccia ma anche contro ogni tipo di ipocrisia. Ed il suo appello, la sua richiesta a farci sentire “tutti sindaco di Licata” ci trova d’accordo nel segno di non dare la resa nei confronti di un sistema fatto di egoismi, indifferenze e mafiosita’ diffuse.