CINDY, CLAUDIA, NAOMI E LE ALTRE: LA CARICA DELLE CINQUANTENNI

DI FRANCESCA CAPELLI

Non è che avessimo bisogno di vedere di nuovo sfilare a Milano le mitiche top model degli anni ’90, per scoprire che a cinquant’anni le donne sono strepitose. Attenzione. Non: “ancora” strepitose, con l’avverbio di tempo che ticchetta come una bomba a orologeria. Strepitose. Punto.
Magari non saranno tutte statuarie come Claudia Schiffer, flessuose come Naomi Campbell, algide come Carla Bruni. Non avranno i fianchi di Cindy Crawford e lo stacco di coscia di Helena Christensen. Loro erano le inarrivabili modelle di Gianni Versace ed è in suo ricordo che sono salite di nuovo in passerella. Così perfette che l’unica critica ammissibile, ai tempi, era che fossero troppo belle e che alla fine il pubblico guardasse troppo loro e poco il vestito.
Le coetanee di Claudia, Carla, Naomi, Helena e Cindy sono nate a cavallo del ‘68, bambine negli anni ’70, che vuol dire aver solo sfiorato il rischio eroina durante l’adolescenza. Per questo mancano dell’ineluttabile senso del tragico della generazione precedente. Disinibite, ironiche e consapevoli: di non averci il fisico e neppure il photoshop – se hai lavorato in una rivista femminile negli anni ’90 hai visto correggere persino l’ascella di Eva Herzigova – ma decise a fregarsene. Perché arrivata a 50 anni, cos’altro devi dimostrare?
Hai fatto pace con il lavoro e la carriera. Dal punto di vista professionale, è il momento di tirare i remi in barca e vivere di rendita, almeno un po’.
Hai fatto pace con il corpo, perché hai capito che la bellezza non è la chiave né della felicità né dell’amore, anzi. Hai smesso anche di correre in palestra appena uscita dall’ufficio, tutti i pomeriggi, ad ammazzarti le articolazioni con l’aerobica ad alto impatto. Pilates due volte alla settimana o danza espressiva (metodo Maria Fux) raggiungono lo stesso scopo con meno fatica e più piacere. Finalmente sei soddisfatta quando ti guardi allo specchio, ritrovi le foto dei tuoi 20 anni e pensi che eri proprio scema a vederti brutta, ma ora ti piaci anche di più. Ti vesti come ti pare, spazi dal tailleur della riunione di lavoro al miniabito di Miss Sixty, quando hai voglia di un vestito da ragazza che non ti faccia sembrare una scema. Ti trucchi quanto ti pare, ti tingi i capelli se ti va, li lasci grigi se ti va. Con buona pace della rompi di turno che a un certo punto ha deciso di non tingerli più e, folgorata sulla via di Damasco, ti consiglia di fare come lei e liberarti dalla “schiavitù della ricrescita”. Sai che sono ben altre le schiavitù delle donne, l’hai visto in tua madre e tua nonna, lo vedi ancora ogni volta che accendi la tv o cammini per strada.
Hai fatto pace con le altre donne, le amiche sono la tua massima risorsa. Uscite a gruppi di tre o quattro, andate a teatro, al cinema, a un concerto, in un bar a parlare dei romanzi di Elena Ferrante (in Italia i clienti delle librerie sono al 70 per cento donne e di queste il 48 per cento ha più di 45 anni), di vacanze, di figli, di genitori che invecchiano e dei quali devi cominciare a occuparti, di mariti ed ex mariti. Non necessariamente in quest’ordine.
Hai fatto pace anche con una certa idea di famiglia. Sei passata dal matrimonio, dal divorzio, dalla convivenza di ritorno, per approdare allo stiamo-insieme-ma-ognuno-a-casa-sua. Poi magari ti sposi a sorpresa a 60 anni.
La tua è la generazione che ha fatto i conti con il rischio Aids. A differenza degli attuali ventenni, nati dopo la scoperta degli antiretrovirali (il 75 per cento dei giovani non ha le idee chiare su come si trasmetta la malattia e, non a caso, i contagi sono di nuovo in crescita, 4000 nuovi casi all’anno in Italia), hai visto i tuoi amici morire in pochi mesi. Per questo i preservativi li tieni nel cassetto del comodino.
Con le amiche parli di sesso e ne fai molto, alla facciaccia delle vecchie teorie sul desiderio femminile, che doveva sparire insieme con le mestruazioni appena entrata in menopausa. Semmai, a sparire dopo una certa età, è quello maschile, considerando che, da un po’ di tempo a questa parte, trovi solo partner più giovani di te. Adorabili, anche se un tantino noiosi, perché ti raccontano di cose che conosci già, ci sei passata 20-15-10 anni fa. Tanto che alla fine ti stufi e torni a uscire con le amiche.

La foto è tratta dal film “Adorabili amiche” di Benoît Pétré, con Jane Birkin, Caroline Cellier e Catherine Jacob