ELEZIONI TEDESCHE. COMANDA IL PORTAFOGLI

DI PIERO ORTECA

I temi dell’economia e del superamento della crisi sono stati al centro del dibattito. Verso la vittoria della Merkel. Ma forse ci sarà bisogno di una “Grosse Koalition”.

Quanta destra estrema e populista in campo?

Una campagna elettorale con l’occhio rivolto al portafogli. In sintesi è stato questo il leit-motiv del programma che i suoi “strategist” hanno scelto, dritti sparati, per Angela Merkel. Oggi si vota in Germania e i sondaggi annunciano che la “Kanzlerin” farà polpette del suo avversario, il socialdemocratico Schulz. Per quali ragioni? Beh, a dire la verità, quando le cose vanno male per tutti gli altri, se tu riesci almeno a difenderti, fai un figurone. La Germania non sciala, ma sta meglio di tanti Paesi europei affossati dalla crisi. I numeri non sono balle, e gli indicatori economici mostrano un trend di buona salute o, quantomeno, di eccellente “convalescenza”. Certo, può fuorviare la statistica che vede al primo posto tra le “paure” degli elettori quella dell’immigrazione.

Ma, gratta gratta, dietro lo stra-sfruttato tema della vivibilità che nasce dalla tranquillità e dalla diffidenza verso il “diverso”, spunta sempre il borsellino. Quella dell’ordine e della sicurezza è una fissazione storica per i tedeschi, tuttavia a Est la paura diventa rabbia: nei laender ex comunisti nessuno vuole dividere i programmi sociali di assistenza con gli immigrati. Specie con quelli delle ultime ondate, che reclamano lo status di rifugiati, ma sono in effetti spinti a scappare dalla fame. Li vedono come pericolosi concorrenti, capaci di avere, in futuro, un più facile accesso alle mille graduatorie del welfare. In uno dei suoi ultimi comizi, in Meklemburgo, la Merkel ha svolto per bene il suo compitino, parlando di giovani, nuovi posti di lavoro, crescita economica e, ovviamente, di sicurezza e immigrazione.

Per ora, i sondaggi sorridono: (36%) alla sua Unione, mentre la SPD arranca al 22%, affossata dal fatto che Herr Schulz ha l’appeal dell’euroburocrate e propone ricette più vecchie del cucco. D’altro canto, dicevamo che gli indicatori danno ragione a Frau Angela, per cui, cambiare per cambiare, i tedeschi non si muovono da dove sono.
La Merkel non ha fatto cose straordinarie, ma ha gestito la crisi meglio di altri, cogliendo straordinarie opportunità, specie per l’export. A Berlino, a Francoforte, nella Ruhr hanno capito che, quando scoppia la bomba, chi resta sano può comandare più di prima, lasciando a leccarsi le ferite gli altri concorrenti, colpiti invece dalle scheggeSemplice no? Mors tua vita mea.

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