GIÙ LE MANI DA PAPA FRANCESCO

DI LUCA SOLDI

 

Nel buio della notte alcuni siti oscurantisti hanno diffuso una “correzione formale” che tradotta vuol dire accusa di eresia, nei confronti di papa Francesco, per la sua esortazione post-sinodale Amoris laetitia”. Un documento grave, quello dei lefebriani che riporta ai tristi secoli della chiesa cattolica quando ogni cosa che riguardasse il tema dell’amore era peccato. Secondo quanto si dichiara il documento dei reazionari sarebbe stato consegnato al pontefice lo scorso agosto e non presenterebbe la firma di alcun cardinale o arcivescovo in comunione con la chiesa di Roma. L’attacco sarebbe stato firmato da monsignor Bernard Fellay, superiore della Fraternità san Pio X, la comunità fondata da monsignor Marcel Lefebvre. Ma nell’elenco dei firmatari della “correzione formale” non mancherebbero teologi di dubbia finezza come monsignor Antonio Livi e padre Serafino Lanzetta, con loro una sessantina di persone che avrebbero firmato il documento che attacca il Papa. Nell’elenco ci sarebbe pure quella di Ettore Gotti Tedeschi, ex presidente dello Ior.

La Amoris laetitia, la gioia dell’amore, è la seconda esortazione apostolica di papa Francesco. Benché porti la data del 19 marzo 2016, solennità di San Giuseppe, è stata resa pubblica solo l’8 aprile successivo. Il testo raccoglie le sintesi dei due sinodi sulla famiglia indetti da papa Francesco: quello straordinario del 2014, sul tema “Le sfide pastorali della famiglia nel contesto dell’evangelizzazione”; e quello ordinario del 2015 sul tema “La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo”. Una vera attualizzazione del tema della famiglia, dell’amore con quello della fede nel cammino del Vangelo, toccando temi per alcuni considerati scabrosi come la sessualità, il divorzio, la procreazione nel rapporto con la fede. Quelle che seguono invece sarebbero le sette le eresie di cui sarebbe accusato papa Francesco nel’ Amoris laetitia:

“Una persona giustificata non ha la forza con la grazia di Dio di adempiere i comandamenti oggettivi della legge divina, come se alcuni dei comandamenti fossero impossibili da osservare per colui che è giustificato; o come se la grazia di Dio, producendo la giustificazione in un individuo, non producesse invariabilmente e di sua natura la conversione da ogni peccato grave, o che non fosse sufficiente alla conversione da ogni peccato grave”.
“I cristiani che hanno ottenuto il divorzio civile dal coniuge con il quale erano validamente sposati e hanno contratto un matrimonio civile con un’altra persona (mentre il coniuge era in vita); i quali vivono ‘more uxorio’ con il loro partner civile e hanno scelto di rimanere in questo stato con piena consapevolezza della natura della loro azione e con il pieno consenso della volontà di rimanere in questo stato, non sono necessariamente nello stato di peccato mortale, possono ricevere la grazia santificante e crescere nella carità”.
“Un cristiano può avere la piena conoscenza di una legge divina e volontariamente può scegliere di violarla in una materia grave, ma non essere in stato di peccato mortale come risultato di quell’azione”.
“Una persona, mentre obbedisce alla legge divina, può peccare contro Dio in virtù di quella stessa obbedienza”.
“5. La coscienza può giudicare veramente e correttamente che talvolta gli atti sessuali tra persone che hanno contratto tra loro matrimonio civile, quantunque uno dei due o entrambi siano sacramentalmente sposati con un’altra persona, sono moralmente buoni, richiesti o comandati da Dio”
“I principi morali e le verità morali contenute nella Divina Rivelazione e nella legge naturale non includono proibizioni negative che vietano assolutamente particolari generi di azioni che per il loro oggetto sono sempre gravemente illecite”.
“Nostro Signore Gesù Cristo vuole che la Chiesa abbandoni la sua perenne disciplina di rifiutare l’Eucaristia ai divorziati risposati e di rifiutare l’assoluzione ai divorziati risposati che non manifestano la contrizione per il loro stato di vita e un fermo proposito di emendarsi”. Capitoli, tutti che toccano il tema dell’amore visto più da fonte morbosa di ed occasione di peccato che da risorsa ed occasione di bene. Di crescita umana. In sostanza l’amore viene riportato a peccato, viene nascosto dalle ipocrisie di cui è piena la stessa storia della chiesa dei secoli bui.
Coloro che hanno redatto il testo non si avventurano a giudicare il grado di consapevolezza con cui Papa Francesco ha “propagato le 7 eresie” che poi elencano. Ma insistono affinché il Papa condanni queste eresie, “che ha sostenuto direttamente o indirettamente”, in pratica chiedono di ripudiare le fondamenta su cui poggia il pontificato di Francesco.
I firmatari, ipocritamente, professano la loro fedeltà alla Sacra Chiesa Cattolica, assicurando per il Papa delle loro preghiere ed anche chiedendo la sua benedizione apostolica.
L’attacco alla figura del Papa riporta indietro di anni i rapporti con la comunità lefebriana.
Il riavvicinamento era stato favorito dall’espulsione e dall’esilio degli estremisti e dei negazionisti dell’Olocausto quale per esempio Richard Williamson, uno di quei vescovi di quella che molti definiscono una setta. Marcel Lefebvre, il fondatore della Fraternità e i suoi seguaci erano stati scomunicati da Giovanni Paolo II nel 1988 come conseguenza della ordinazione dei vescovi da parte di Lefebvre senza il permesso del Papa. Successivamente nel 2009, a 18 anni dalla morte di Lefebvre da prete scomunicato, Benedetto XVI aveva tolto la scomunica a quattro vescovi della comunità in seguito al loro riconoscimento del Primato del Papa. Un ulteriore segno della distensione nei rapporti era stata l’udienza privata concessa recentemente proprio a Monsignor Fellay da parte di papa Francesco.
Adesso la divulgazione di questo atto di accusa e critica verso Francesco per il suo eccessivo “modernismo” riporta i rapporti indietro nel tempo creando imbarazzo in quanti, fra i più tradizionalisti, si erano impegnati in quella che ormai è diventata una impossibile riconciliazione.