NOEMI E NICOLINA. DOV’E’ LA RIVOLUZIONE DELLA 180?

DI CARLO PATRIGNANI

Due ragazzette di 16 e 15 anni, Noemi e Nicolina, sono state brutalmente uccise, con modalità diverse, senza motivo o, al limite, per un motivo inconsistente: non è stata una rapina, un furto nè un atto di criminalità organizzata o di terrorismo.

Due delitti inumani, inconcepibili, compiuti da due assassini? delinquenti? o, invece, balordi, i quali hanno tolto valore e senso alla vita di Noemi e di Nicolina? Freddi e lucidi, hanno organizzato tutto e portato a termine le loro intenzioni: poi, uno non ha mostrato sensi di colpa per quanto fatto, l’altro si è tolto di mezzo manu propria.

Al di là delle personalissime storie di vita dei due balordi, profondamente diverse, ciò che li accomuna è aver ideato, progettato, organizzato e messo in atto comportamenti violenti per dar la morte, eliminare, le due ragazzette.

Perchè l’hanno fatto? Si dice: per la cattiveria originaria, perchè siamo tutti figli di Caino, o per il Male, con cui si nascerebbe, per cui potrebbe capitare a tutti. E’ vero? No.

Ci sono tante coppie di adolescenti e di adulti che s’innamorano, stanno insieme, convivono, poi si lasciano e ognuno va per la sua strada: solo una minoranza passa all’azione cruenta che può arrivare a dar la morte.

Lo dicono i dati del Viminale: gli omicidi violenti  – non per rapina, per furto o per criminalità organizzata – sono scesi dal 2016 al 2017 del 15,1%, passando da 245 a 208, mentre gli stupri sono rimasti stabili: da 2.345 a 2.333, pari allo 0,5%.

Nonostante ciò, questi delitti per la loro inumanità – assenza di umanità, di affetti, di affettività – provocano effetti devastanti, sgomento e angoscia: tanto sono incomprensibili, inammissibili.

E sui due ultimi quasi concomitanti delitti di Noemi e Nicolina sarebbe dovuto, per qualche benpensante maitre a penser, calare il silenzio dei media, della tv e dei social network soprattutto, troppo morbosi, nei servizi, a raccontare dettagli e particolari: non si doveva dar voce e immagine a quel grido di dolore, insopportabile e lacerante, dei genitori delle due ragazzette, Noemi e Nicolina, tutto doveva restare nella sfera privata, nel chiuso delle due famiglie, come sovente in passato, quando non c’era soprattutto la rete, è accaduto.

Cos’è che turba il sonno e i pensieri dei benpensanti maitre a penser, pronti, non solo a chiedere il silenzio: la gente semplice, fino a non tanti anni fa, sapeva ammutolire, ma a riproporre nelle loro reprimende la favoletta del Male che nell’evo della comunicazione globale e capillare, dei network e dei social, è una dimestichezza da ostentare, è un linguaggio da padroneggiare, contrapposto è del tutto ovvio al Bene?

Non sarà, per caso, che il dar voce e immagine al roboante grido di dolore, alla disperazione, di due famiglie cui è capitato, non per destino, il peggiore degli accidenti, la morte assurda delle due giovanissime figlie, Noemi e Nicolina, faccia emergere rendendole del tutto evidenti e non più negabili, le falle della legge 180 che, concepita nell’epoca d’oro (1978) del compromesso storico, ha sancito la chiusura degli ospedali psichiatrici per l’inesistenza della malattia mentale e quindi il non ricovero del malato di mente, oltre i sette giorni, cui garantire la libertà assoluta essendo il suo un modo di essere, di stare al mondo?

Non raccontano nulla i tre Tso, ricovero coatto per grave patologia psichiatrica quando non c’è coscienza di malattia, ai quali è stato sottoposto il balordo che dopo aver ammazzato Noemi ne ha nascosto per 11 giorni tra le pietre il cadavere e non ha mostrato sensi di colpa?

Così come il Tso cui è stato sottoposto il 26 enne che per alcune ore ha sequestrato e violentato la dottoressa di turno alla guardia medica di Trecastagno? O ancora le denunce della mamma di Nicolina contro il balordo che, a sangue freddo, le ha sparato al volto?

No, nessuna riflessione sul dato incontrovertibile che la malattia mentale c’è e sta nella normalità e che va affrontata e curata e possibilmente guarita. Ma cura e guarigione nella 180 non ci sono perchè appunto la malattia mentale non esiste. Anzi: la legge 180 va attuata e riformata fermi restando i principi ispiratori, come prevede il ddl di salute mentale presentato dai senatori del Pd Luigi Manconi e di Mdp, Nerina Dirindin.