LONDRA: BARBA E CAPELLI AI SENZATETTO PER CAMBIARE IL MONDO

DI OLIVIA GOBETTI

Si dice che le buone notizie non facciano notizia. Eppure, in un periodo in cui l’umanità pare abbia toccato il fondo e senza alcuna certezza di una risalita a breve termine, un gesto buono, altruista e senza alcun tornaconto, ci può colpire come uno schiaffo in pieno viso. Sì, perché i mille propositi buonisti che ci riproponiamo nel periodo natalizio o quando dobbiamo chiedere favori e intercessioni ai “Piani Alti”, li dimentichiamo con la stessa rapidità con cui la Ferragni cambia i suoi outfit sul web.
Eppure, aiutare il prossimo significa aiutare soprattutto noi stessi. Lo sa bene Joshua Coombes, ventinovenne barbiere londinese che dedica parte del suo tempo regalando una nuova immagine ai senzatetto: barba e taglio di capelli a chi, per scelta o necessità, ha smesso di prendersi cura di se stesso.
Tagliare i capelli è il mio modo di comunicare con le persone, ma questo rappresenta qualcosa in più: è un modo per fare la differenza.” Queste sono le parole di Joshua a chi gli domanda per quale motivo abbia scelto un gesto tanto singolare. E aggiunge che il sorriso di questi clochard che si spalanca colorandosi di meraviglia allo specchio di fronte al risultato ottenuto, vale più di qualsiasi compenso in denaro.
Ogni gesto positivo, anche se piccolo o apparentemente di scarsa importanza, muove una dose notevole di energia buona che si propaga con la velocità della luce. E anche la generosità e l’altruismo del giovane barbiere, confermano che c’è tantissimo da dare, anche nel poco. Joshua e l’amico fotografo Matt Spracklen, dopo un soggiorno a New York, hanno preso spunto da un ragazzo americano che faceva la stessa cosa e hanno deciso di riproporla nel loro Paese, dando vita a una campagna che sul web è diventata virale.
#dosomethingfornothing  contiene un potente messaggio: fare qualcosa senza chiedere nulla in cambio, non solo ci arricchisce ma, cosa ancor più importante, ci aiuta a prendere coscienza sul senso dell’umanità. C’è ancora speranza di migliorare la nostra vita recuperando quella fiducia che ci siamo lasciati alle spalle.
Se ognuno di noi in tutte le città del pianeta aiutasse gli altri senza chiedere nulla in cambio, potremmo davvero cambiare il mondo”. Mera utopia? Non credo.
Le cose cambiano. Eccome se cambiano. Basta volerlo davvero