CANALE 5. QUESTA SERA RITORNA STRISCIA LA NOTIZIA

DI ELIO LANNUTTI

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Tv: stasera riparte Striscia la Notizia, trasmissione satirica inventata dal quel genio di Antonio Ricci, che come Adusbef compie 30 anni. Con le veline in carne ed ossa, rispetto a quelle eteree, impalpabili, riprese di soppiatto dai megafoni dei mass media per non disturbare il potere, i Governi, le pseudo autorità (che di indipendenza non hanno neppure più la carta intestata), i potentati economici, giornalisti embedded con l’obbligo di non fare domande, limitarsi a fungere da porgi microfono durante le interviste RaiSet & La7, analoga melassa. Striscia da 30 anni mette alla berlina il potere, senza guardare in faccia nessuno, neppure il suo editore, con rare inchieste giornalistiche nel paese ai primi posti per corruzione, tra gli ultimi per libertà di informazione, le due facce della stessa medaglia. Striscia, la voce dell’indipendenza, dell’insorgenza, della turbolenza, è la metafora di un giornalismo malato, che quando non riceve gli ordini di censura, si autocensura, che indaga sulla giustizia negata, i tribunali colabrodo (scoperti solo oggi dal ministro della Giustizia Orlando dopo l’accoltellamento di 2 giudici a Perugia), sulla devastazione dell’ambiente e del territorio, sulle truffe dei banchieri a danno di migliaia di risparmiatori, sul bail-in approvato all’insaputa del Governatore di Bankitalia Visco e del ministro dell’Economia Padoan, sulle vessazioni fiscali di un’Agenzia delle Entrate, che invece di trarre spunto dai servizi giornalistici per migliorare i servizi e correggere i disservizi, ha fatto ricorso alla rappresaglia denunciando Antonio Ricci e gli altri autori. In Tribunale Striscia è la storica voce dei cittadini che non hanno voce. In bocca al lupo ad Antonio Ricci, ad Ezio ed Enzo, alle nuove veline, a tutta la redazione ed ai coraggiosi inviati che spesso vengono riempiti di botte, rei di fare informazione. Unico dispiacere la scomparsa di Gero Caldarelli, il mimo che ha impersonato il Gabibbo, che conobbi molti anni fa nelle sue trasferte romane, un pupazzo rosso (oggetto perfino di una lunga disputa giudiziaria, che ha visto soccombente il denunciante, vittoriosa Striscia) simbolo del riscatto di un pupazzo rosso, ideato sempre da Antonio Ricci contro le ingiustizie, i soprusi, le prevaricazioni, le illegalità, gli sprechi e sperperi di denaro pubblico.
Guardare i servizi di Striscia senza pregiudizi, fa bene al cuore ed al cervello.