NUOVI RITARDI PER LA LEGGE SUL BIOTESTAMENTO: LA DELUSIONE DI MINA WELBY

DI LUCA SOLDI

Mentre la commissione Igiene e Salute del Senato si riuniva per decidere il destino del ddl sul biotestamento, Mina Welby, vedova di Piergiorgio Welby, co-presidente dell’associazione Luca Coscioni, si era messa a distribuire alcuni “promemoria” dedicati alla legge ai senatori che incontrava fuori da Palazzo Madama. Un impegno forte quello di Mina: “Cerco di parlare alla loro coscienza per dare la possibilità ai cittadini di avere una legge attesa da troppo tempo. Non voglio continuare a dover accompagnare persone in Svizzera – aveva detto -. Questo ddl ha da passare. Essendo parcheggiato in commissione con tremila emendamenti, è molto difficile che possa essere discusso lì. Spero che venga mandato in aula senza relatore”. Ma anche questa volta non c’è stato niente da fare e così è dovuta tornare a casa con un dolore forte nel cuore. Ancora una volta la decisione della commissione sul ddl è stata nuovamente rinviata, questa volta di una settimana, pare. Mina Welby non ha certo bisogno di presentazioni; Co-Presidente di Associazione Luca Coscioni dal 2011, fino da dopo la morte del marito Piergiorgio Welby aveva proseguito il suo impegno ed ancoro oggi continua a testimoniare nei dibattiti pubblici l’importanza di temi come l’autodeterminazione della persona, le scelte di vita e fine vita, nonché l’importanza di un’assistenza adeguata alla persona malata e la vita indipendente della persona disabile. Le sue dichiarazioni di fronte al rinvio sono state chiare, consapevoli della strada da fare e di quella percorsa fino ad oggi: “Sono dispiaciuta, ma non sorpresa, dalla notizia della fumata nera“, ha commentato. La spiegazione di questo nuovo incidente di percorso e’ arrivata dalla presidente della commissione Sanità, Emilia Grazia De Biasi, che ha illustrato il motivo del ritardo attribuendolo al “parere della commissione Affari costituzionali” che poi permetterà di iniziare l’esame del ddl e valutare se “andare direttamente in Aula senza dare mandato al relatore”. Tradotto, ancora un nuovo rallentamento verso l’approvazione della legge, promossa dalla Camera lo scorso aprile, che prevede l’istituzione delle Disposizioni anticipate di trattamento (Dat) e la possibilità di chiedere lo stop alla nutrizione e all’idratazione artificiale. Un nuovo rallentamento, l’ultimo, spera Mina e tutti coloro che sono toccati da questa nuova legge di civiltà, che però dovrebbe consentire di accelerare il percorso nei prossimi giorni.